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Guido Martinelli

In questo momento di calo dell’emergenza pandemica fioriscono, nel territorio pisano e all’aperto, iniziative di natura culturale degne di rilievo. Una di queste si è svolta alcuni giorni fa nel giardino della Biblioteca Comunale di Cascina “Peppino Impastato”, dove è stato presentato il libro di poesie “Ricamo d’anima-Tessiture generatrici” di Carmen Talarico, pubblicato dalla casa editrice Carmignani. Erano presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Cascina Bice Del Giudice, l’illustratrice dell’opera Renata Oftinowska, la collaboratrice della casa editrice Chiara Del Corona, l’addetta alle foto e puntuale co-organizzatrice dell’evento Lina Talarico.

L’opera, che si avvale della sapiente e autorevole prefazione della filosofa ed esperta dei temi del vivere Laura Campanello, presenta sillogi interessanti e degne di rilievo che ben si inseriscono nel solco della scrittura poetica dell’autrice la cui opera intimista mira alla ricerca dell’intima essenza del vivere. Incuriosito e allettato dalla proposta, oltre che forte di una precedente conoscenza personale della poetessa, mi sono recato sul posto per porle alcune brevi domande prima ch’ella si concedesse all’impaziente pubblico presente.

Dottoressa Carmen Talarico, si presenti…
“Sono una scrittrice e poetessa pontederese che segue con passione la sua vocazione, e svolgo, con identico piacere, anche la professione di maestra di scuola primaria presso la scuola di Fornacette (Pisa, ndr)”.

L’assessore Bice Del Giudice presenta il libro di Carmen Talarico

Ci parli della sua opera, che non è la prima, se non erro.
“Certo, è la quarta. Prima di questa mia ultima fatica ne ho date alle stampe altre tre. Il mio libro d’esordio è stato nel 2020, “Fluire, taccuino del viaggio”. Sempre nello stesso anno è uscito “Ordini e disordini”. Poi è seguita una silloge che ho condiviso con altri poeti in “Il vento nuovo”. Ora siamo arrivati a questa trilogia di sillogi che è dedicata al tempo presente”.

Come è nata quest’ultima fatica letteraria?
“È nata nell’ottobre 2020 da un sms di un medico che allora lavorava nel reparto Covid, che recitava così: ”Carmen, scriviti questo tempo!”. E così mi sono messa in moto anche se devo dire che, in realtà, la mia scrittura è una scrittura che arriva da sé, non la cerco mai, semmai è lei che cerca me. Però in quelle parole, in quel messaggio chiaro, netto, ho sentito subito tutta l’irrequietezza, l’incertezza e lo smarrimento di questo tempo che appartiene a tutti. Io, sinceramente, ho aspettato e ho creato spazi silenziosi, vuoti e poi la scrittura è arrivata. In effetti, in questa trilogia c’è una poesia dedicata al tempo nuovo della sanità che ho condiviso con questo medico”.

Che sarebbe?
“Una poesia dove con delicatezza racconto quale possa essere il sentire del medico provato dal suo impegno”.

Quest’opera, quindi, è in qualche modo collegata con il periodo tragico che abbiamo attraversato e che ancora non abbiamo superato?
“In realtà, ‘Ricamo d’anima-tessiture generatrici’ è un viaggio e parla del tempo presente con il linguaggio della poesia. La scelta di esprimermi con la poesia è stata una scelta chiara, precisa, perché la poesia è un linguaggio nudo che riesce a dare, con delicatezza, il giusto valore alle cose, soprattutto nelle situazioni difficili. Il libro è un viaggio perché attraversa la parte umbratile, della notte, per chiudersi con la luce, espressa bene dalla poesia finale che è la poesia del risveglio”.

Renata Oftinowska e Carmen Talarico

Cos’è la poesia per lei?
“La poesia, per me, è quel respiro che mi toglie il respiro tanta è la sua forza curatrice, guaritrice e trasformatrice. È proprio un viaggio, ripeto, e io sono molto grata alla poesia perché intanto mi aiuta ad avere cura e custodire le parole, che è l’obiettivo dei miei libri. Piano piano, attraverso i miei scritti sto provando a realizzare una maggiore ricerca di quello che è la parola stessa con cui gioco poiché a me piace molto giocare con la parola. E la mia parola è anche tanto simbolica”.

Quali sono i riferimenti poetici che ha apprezzato maggiormente?
“Questa è una domanda bella perché si collega all’invito di Laura Campanello, persona preparata e attenta a tematiche esistenziali nonché autrice della prefazione di questa mia ultima fatica, a riconoscere i maestri, i punti di riferimento. I miei sono lo statunitense James Hillman, psicoanalista e filosofo definito il “poeta dell’anima” e deceduto una decina di anni fa. E soprattutto Christian Bobin, scrittore francese contemporaneo molto apprezzato in Francia quanto misconosciuto da noi. Lui ha scritto, tra gli altri, “Abitare poeticamente il mondo”, dove afferma che abitare poeticamente o umanamente il mondo è la stessa cosa. Abitare poeticamente il mondo che percorriamo vuol dire avere uno sguardo delicato e vivere tutti gli eventi, le situazioni, e tutto ciò che ci appartiene nella maniera migliore e più giusta. Bobin è noto anche per l’elogio della semplicità e la ricerca della purezza del neonato, del suo sguardo nudo e privo di pregiudizi”.

Molto interessante, la ringrazio per il suggerimento letterario che terrò presente e, concludendo, le chiedo: la poesia ci salverà?
“Io penso proprio di sì e in ogni singolo ambito. Secondo me si dovrebbe partire proprio dalle generazioni più giovani. Proprio stamani leggevo, per caso, un articolo in un giornale dedicato alla poesia che invitava a tirar fuori il poeta che è in ognuno di noi. Come sperimento anch’io in classe con i bambini che riescono a fare poesia in ogni loro azione, persino con lo sguardo. Iniziando così presto si può arrivare molto lontano”.

Saluto e ringrazio la poetessa Carmen Talarico per queste sue brevi riflessioni così dense di significato, e penso che sia il caso di continuare questo percorso poetico tra chi scrive e chi le pubblica. Perché la poesia è necessaria, in questi tempi ancora magri e affannati, dato che, come diceva Vassalli, permette di impigliare la vita in una trama di parole e, mi permetto di aggiungere, di arrivare a indagare l’indicibile portando conforto e comprensione.

La copertina del libro di Carmen Talarico
Chiara Del Corona, collaboratrice di Carmignani Editrice

1 Comment

  1. Antonio Ceccotti Reply

    Trovo interessante che quest’opera, creata col linguaggio della poesia che rallenta e dilata il nostro tempo, sia scaturita da un sms.
    Ed è per me anche molto stimolante la definizione che dà su che cosa è la poesia.
    Fortunati quei bambini che hanno questa maestra.

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