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Molti appassionati della Toscana invidiano noi “nativi” perché abbiamo la possibilità di vivere a pochi passi da bellezze storiche, architettoniche e naturali uniche al mondo. Talvolta, però, vivere in una cartolina ha una lunga serie di controindicazioni che possono rendere la vita difficile. ASCOLTA LA STORIA

Chiedere per referenze agli abitanti dei borghi e delle città che sono entrate nei circuiti internazionali del turismo di massa. Con l’arrivo dei turisti, poco alla volta i negozi dei centri storici sono progressivamente sostituiti da ristoranti, bar, gelaterie e negozi di souvenir pieni di paccottiglia che spesso non ha niente a che fare con le produzioni tradizionali. La prospettiva di affittare camere e case ai turisti stranieri ed il degrado progressivo dei servizi offerti spinge molti cittadini a vendere, trasformando quello che era il cuore vibrante di una comunità in un deserto che si anima solo d’estate. Alla lunga sempre più borghi e città si trasformano in musei a cielo aperto, dove le forze più vitali della comunità non sono benvenute. La caccia al minimo comun denominatore ha spinto poi per anni molti comuni a tralasciare tradizioni secolari per provare a reinventarsi ed attirare turisti ricchi e raffinati offrendo iniziative di cultura “alta” che però non hanno niente a che fare con la storia e la cultura popolare della nostra regione.

Come fare per evitare che la Toscana si trasformi in una Disneyland del Rinascimento? Per come la vediamo noi, l’unica strada è ritornare alle nostre tradizioni secolari, smettendola di vergognarci per la nostra cultura, che non ha niente di “basso”. Gli appassionati della Toscana di tutto il mondo ce ne sarebbero grati. Come la pensate voi? Siete a conoscenza di iniziative che cercano di recuperare e rivitalizzare tradizioni in borghi e città a voi vicine? Fatecelo sapere partecipando alla conversazione sui nostri profili social:
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