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C’è un’ipotesi investigativa molto grave sulla morte di Luana D’Orazio, la giovane apprendista operaia rimasta inghiottita da un macchinario in una ditta tessile della provincia di Prato lo scorso 3 maggio. Gli inquirenti credono che l’incidente sia dipeso (anche) da una manomissione. Sarebbe stato modificato il quadro elettrico dell’orditoio, il macchinario su cui la povera ragazza stava lavorando. Il sospetto troverebbe conferma dal risultato della perizia, che come scrive Repubblica è stata preparata da alcuni giorni e deve essere depositata in procura.

L’ipotesi

Dopo l’attento esame del macchinario i periti sono certi che il macchinario sia stato modificato, nella parte elettrica, per fare in modo che restasse in funzione anche senza la saracinesca protettiva. È bene ricordare che la saracinesca una volta alzata blocca il macchinario, proprio per evitare rischi al lavoratore. Comprensibilmente questa protezione meccanica è al centro dell’inchiesta. Gli inquirenti vogliono scoprire come e perché non abbia funzionato. È vero che era stata disattivata? E per quale? Forse, secondo un’ipotesi investigativa, per evitare interruzioni e rendere più veloce il lavoro.

Foto d’archivio di un orditoio

La titolare in lacrime davanti ai pm

Il 15 giugno in procura sono stati ascoltati Luana Coppini, titolare della ditta tessile, e il marito Daniele Faggi. Entrambi sono indagati, insieme a una terza persona, Mario Cusimano, tecnico addetto alla manutenzione, con l’accusa di omicidio colposo e omissione di tutele antinfortunistiche. Coppini ha risposto alle domande del pm, Faggi invece si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli avvocati della coppia, Barbara Mercuri, Gabriele Capetta e Alberto Rocca, spiegano che Coppini “ha scelto di rispondere in coerenza con l’intento da subito dichiarato di non sottrarsi a doveri e responsabilità e di fare il possibile perché sia rimarginata la drammatica ferita che ha sconvolto tutti”. La titolare ha assicurato che da imprenditrice si è sempre impegnata con uno spirito di condivisione con tutti i lavoratori. Il marito non ha risposto, spiegano i legali, perché le ipotesi accusatorie sul suo conto sono “frutto di connotazioni e narrazioni ignote ad oggi”. La procura, in pratica, tiene ancora le carte coperte, e la difesa ha il diritto di conoscere meglio i contorni dell’inchiesta per poter prendere parte in modo attivo al procedimento giudiziario.

1 Comment

  1. Paul Kersey Reply

    Se è stato escluso il meccanismo di sicurezza per i responsabili deve essere applicato il reato di OMICIDIO VOLONTARIO PER DOLO EVENTUALE. Esseri infami, per guadagnare di più hanno coscientemente stroncato la vita di questa giovane mamma e reso orfano il figlio, devono pagare col massimo della pena !

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