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Per celebrare la puntata numero 50 del nostro podcast proviamo a raccontarvi una storia diversa, più personale, tornando nei ruggenti anni Ottanta, quando bastava un marchio per farti sentire a posto col mondo. Il recente fallimento dello storico marchio toscano Rifle e la triste svendita dei resti di magazzino a pochi euro riporta tutti noi che in quegli anni stavamo passando la nostra adolescenza a ricordare come certi marchi fossero diventati quasi obbligatori per appartenere ad una delle tante tribù urbane nelle quali si divideva l’universo giovanile. Per chi, come il sottoscritto, si ritrovò appiccicata l’etichetta di “paninaro“, marchi come Timberland, Best Company, Stone Island, Schott, El Charro non possono che far tornare alla mente quegli anni e come fosse difficile navigare in quell’universo giovanile in continuo movimento. ASCOLTA LA STORIA

A quei tempi, però, la moda non era solo marketing. Sotto il vestito c’era il coraggio di tanti imprenditori, l’estro di geni della moda come Enrico Coveri ed Elio Fiorucci, la voglia di mettersi in gioco e rischiare tutto per conquistare il mondo. In questi tempi difficili, dove qualsiasi diversione dall’ortodossia dominante rischia di costare carissima, recuperare quel coraggio e quello spirito sarebbe necessario per creare un futuro migliore per i nostri figli. Cosa ne pensate voi? Quali ricordi avete di quegli anni? Eravate anche voi paninari, metallari, dark? Fateci sapere partecipando alla conversazione nei commenti qui sotto o sui nostri profili social:
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