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Tommaso Giacomelli

Alla Sardegna Arena tra Cagliari e Fiorentina vince la paura. La paura di osare, il terrore di attaccare per subire una punizione, il timore di lasciare per strada qualche punticino prezioso per restare in Serie A. Le due squadre non si sono messe d’accordo tacitamente, ma semplicemente era troppa la posta in palio per dar vita a un match vivo e vibrante. Così alla fine nessun tiro in porta per entrambi e un punto a testa.

La Fiorentina può sorridere di più, ma di certo non può essere felice, perché con questo arido 0 a 0, ha conquistato matematicamente la salvezza, anche in virtù della sconfitta del Benevento a Bergamo. Proprio i giallorossi allenati da Filippo Inzaghi hanno permesso le condizioni perché Cagliari e Fiorentina non si facessero male, non ci sono trucchi e non ci sono inganni. È anche per demeriti altrui se le due formazioni hanno combattuto, ma senza lasciare feriti sul campo da gioco. Se proprio si deve osservare ciò che è successo sul rettangolo verde, si può parlare giusto dei singoli e di chi ha avuto una nuova occasione e l’ha irrimediabilmente sbagliata: Kouame. L’attaccante ex Genoa sembra un corpo estraneo, fluttua senza mai incidere. Brutta anche la prestazione di Pulgar, dopo l’ottimo rendimento delle scorse uscite. Si rivede in porta anche Terracciano, dopo l’infortunio a Dragowski. Resta poco altro da segnalare.

Qualcuno magari storcerà il naso per questo risultato, per questa partita di fatto non giocata, invece è la giusta conclusione per una stagione avara di soddisfazioni, specialmente per i colori Viola. Da adesso la Fiorentina può concentrarsi sul domani, sul programmare il prossimo campionato, riflettendo sugli uomini che vorrà avere in società, in panchina e sugli interpreti da mandare in campo. L’auspicio per il popolo Viola è che venga svoltata pagina per crescere nelle ambizioni, ma soprattutto per evitare che si ripresentino ancora occasioni per pensare al “biscotto”.

Foto: Cagliari Calcio (Facebook)

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