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Tommaso Fiaschi

Quante volte abbiamo visto o sentito, sui giornali ma non solo, l’accostamento della parola Medioevo con età “oscura” o età “buia”. Ebbene, mille anni di storia (476 d.C.-1492 d.C.) sono sicuramente troppi per poter generalizzare e definire tale segmento cronologico come un momento di totale depressione economica, sociale e culturale. Tanti sono gli aspetti positivi, forse troppi per poterli trattare in così poche righe, perciò concentriamoci su una delle zone più feconde del periodo in questione: la Toscana.

Il Medioevo è il periodo delle cosiddette Repubbliche Marinare, di cui fece parte la città di Pisa, al tempo importante emporio commerciale, che godeva di ampie autonomie politiche e di una fiorente economia che le permise di espandere i suoi commerci marittimi in molti angoli del Mediterraneo. Da non dimenticare è la prosperità nel campo delle arti figurative, nello specifico dell’architettura. Romanico, Gotico e Rinascimento sono gli stili che hanno caratterizzato, in ordine cronologico, l’intera Europa, ma che hanno lasciato importanti tracce nella nostra regione. Il Romanico ci ha tramandato il complesso monumentale ubicato a Pisa, con la relativa Cattedrale, il Battistero e la famosissima Torre pendente, che non ha certo bisogno di presentazioni. Il simbolo della prosperità, di Firenze e del Rinascimento è certamente quello della Cupola di Santa Maria del Fiore, grande opera ingegneristica, i cui problemi strutturali e dimensionali (al tempo era la più grande cupola del mondo), furono risolti da Filippo Brunelleschi, il quale ci ha lasciato una delle opere architettoniche più ammirate di tutto il pianeta.

Non si può non citare la nascita del nuovo ordinamento politico che caratterizzò il periodo Basso-Medievale: il Comune. Questa nuova organizzazione amministrativa, che prenderà piede nella maggior parte delle città toscane (Siena, Firenze, Lucca, Pisa ecc..), sarà il preludio dell’attuale democrazia moderna, poiché nacquero delle vere e proprie forme di autogoverno.

Ultimo, ma non per importanza, è il proliferarsi dei centri della cultura per eccellenza, ossia le Università. In Toscana la prima fu quella di Arezzo (1215), seguita più tardi da quella di Siena (1240), da Firenze (1321) e Pisa (1343) nel secolo successivo, sintomatico di un periodo che vedrà la formazione di grandi artisti letterari, uno fra tutti l’autore della “Commedia”, Dante Alighieri, etichettata come “Divina” dal Boccaccio.

Questo breve scritto si pone l’obiettivo di sfatare il mito dell’oscurantismo medievale, sebbene non si possano negare alcuni tratti negativi di tale periodo. Ma non si può e non si deve fare di tutta l’erba un fascio.

Tommaso Fiaschi

 

Foto: Ambrogio Lorenzetti – Effetti del Buon Governo, affresco, 1338-1339, particolare, Siena, Palazzo Pubblico

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