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È una storia davvero triste quella che arriva da Siena. Una coppia di anziani sarebbe stata picchiata dalla propria badante, di nazionalità rumena. I vicini di casa hanno sentito dei rumori preoccupanti e, dopo aver suonato al campanello dell’abitazione, per accertarsi di cosa stesse accadendo, sono stati aggrediti dalla donna, che ha cercato di mandarli via senza troppe spiegazioni. A quel punto i vicini hanno chiamato i carabinieri che, una volta arrivati sul posto, hanno cercato di accertare i fatti.

Mentre i due militari stavano procedendo all’identificazione delle persone presenti in casa, la badante li avrebbe aggrediti con pugni e calci per sottrarsi al controllo. A quel punto sono scattate le manette con la denuncia per violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

La donna, accompagnata presso la propria abitazione in stato di arresto, a disposizione della procura di Siena, è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La badante era stata assunta da circa un mese dai due anziani.

La precisazione

L’avvocato Vincenzo Di Benedetto in qualità di difensore di fiducia della signora B. C. ci scrive per chiarire alcuni punti della vicenda.

Per la mia assistita è stata chiesta la convalida dell’arresto per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni a pubblico ufficiale e non certo per lesioni a danno di anziani. Non solo ma il giudice dott. Costantini, nonostante la richiesta della Procura fosse stata di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, ha accolto la richiesta dello scrivente difensore per la concessione di una misura meno afflittiva come l’obbligo di presentazione non ritenendo allo stato che vi fossero sufficienti indizi di colpevolezza per l’oltraggio e le lesioni a pubblico ufficiale. Inoltre nella medesima nota si afferma che la mia cliente sarebbe stata giudicata per direttissima; cosa assolutamente non corrispondente alla realtà in quanto é si stato chiesto il giudizio direttissimo ma il processo non é ancora iniziato stante l’accoglimento della richiesta di termini a difesa. Da ultimo si sottolinea che la nota non solo rischia di influenzare un processo ancora da celebrare ma ha già scatenato una campagna di odio e razzismo nei confronti della mia assistita. È opportuno ribadire che i processi si fanno in Tribunale e non tramite comunicati stampa in tv o sui giornali e, fino alla condanna definitiva, vige il principio di innocenza”.

Aggiornamento: assoluzione per la badante

Il 21/5/2021 ci scrive di nuovo l’avvocato Vincenzo Di Benedetto:

La signora B.C., all’esito del giudizio direttissimo è stata assolta da tutti i reati contestati perché i fatti non sussistono con contestuale revoca della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nonostante la nota proveniente da una fonte istituzionale che aveva già delineato la figura del colpevole prescindendo dal processo reale con la conseguente gogna mediatica, vi è stata un’assoluzione con formula piena e pertanto l’invito rivolto alle istituzioni è quello di operare sempre con maggiore prudenza e di tutelare non solo il diritto-dovere di informazione ma anche i diritti, in primis sulla presunzione di innocenza, delle persone accusate”.

 

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