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Tristezza e sgomento per l’ennesima vittima del lavoro. Stavolta si tratta di una ragazza di 23 anni, rimasta agganciata al rullo finendo intrappolata nel macchinario tessile in uno stabilimento di Montemurlo (Prato), l’Orditura Luana. Purtroppo per la vittima, Luana D’Orazio, non c’è stato nulla da fare. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, infatti, la giovane donna era già morta. L’operaia è stata letteralmente inghiottita dall’orditoio di un macchinario tessile e non si conoscono le ragioni per cui il dispositivo di blocco, che si attiva nei casi di emergenza, non abbia funzionato.  Le perizie e le indagini dovranno accertarlo. La procura ha disposto il sequestro di due macchinari: l’orditoio, che ha ucciso la ragazza, e un altro macchinario uguale, che sarà utile per fare tutti gli accertamenti del caso. La titolare dell’azienda, Luana Coppini, dopo l’incidente ha avuto un malore ed è stata portata in ospedale. “Sono tragedie troppo grandi – ha detto il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai – è necessario rimarcare con forza l’importanza del lavoro sicuro come obiettivo di tutti e per tutti”.

“Una tragedia terribile che ci addolora profondamente la morte per un incidente sul lavoro a Prato di un’operaia tessile di appena 23 anni”, scrive su Twitter il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. “Un’altra vittima innocente che pesa sulla coscienza di chi non fa rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro. Ora basta!”.

“Una tragedia del lavoro, una tragedia umana che ci sconvolge”, ha affermato Gessica Beneforti (Cgil Toscana). “Non essere riusciti a fare abbastanza per evitarla ci dilania come sindacato e come persone. Di nuovo siamo a chiedere una più incisiva assunzione di responsabilità collettiva, a partire dalle azioni delle istituzioni e degli organi a cui compete il dovere di indirizzo, vigilanza, controllo e sanzione, e dalla necessità di contrastare con forza l’idea sempre più marcata che la sicurezza sia un costo e non un investimento prima di tutto sulla vita”.

“La notizia della morte di una giovane operaia, e madre di una bambina, è terribile”, osserva il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “Esprimo solidarietà e vicinanza alla famiglia della donna. Questa tragedia ci sprona ulteriormente a impegnarci senza sosta per rendere più sicuri i luoghi di lavoro in tutta la Toscana e chiama ancora una volta alla responsabilità di tutti. Per parte nostra non faremo venir meno la scelta di investire sui controlli, sulla prevenzione e sulla cultura diffusa della sicurezza. La sicurezza è un elemento fondante per una buona qualità della vita, per una società coesa e giusta, per la dignità del lavoro”.

Una notizia terribile che ci lascia senza parole. Una giovane vita spezzata mentre si stava guadagnando da vivere, onestamente, è qualcosa di assai difficile da accettare. Specie considerando la sua giovanissima età e il fatto che lascia un bambino di cinque anni. Questo fa ancora più male.

 

Foto: Facebook

 

 

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