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Un amore malato, tossico. Che si è concluso com’era inevitabile, con le manette. Per due anni un ventitreenne di Firenze (V.C.) ha costretto la fidanzata a vivere una relazione da incubo, con maltrattamenti, minacce, violenza sessuale e persino “revenge porn”. Nella serata del 30 aprile i carabinieri di Firenze l’hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza disposta dal gip presso il Tribunale di Firenze.

La protagonista suo malgrado di questa triste storia è una giovane ragazza di Firenze di 23 anni, che per due anni ha avuto una storia fatta di continui alti a bassi con V.C, sfociata in umiliazioni e violenze che l’uomo le infliggeva
arrivando letteralmente ad annullarla come persona. L’ultimo episodio ha spinto la giovane donna a capire la gravità della propria e a convincerla a chiedere aiuto, è avvenuto la sera tra il 9 e il 10 marzo 2021. La coppia è ospite in un appartamento di amici nella zona di Campo di Marte (Firenze): lei sta cucinando mentre l’uomo è intento a fumare e bere alcolici. Tutto sembra tranquillo fino a quanto sul cellulare della giovane arriva un sms da parte di un’amica: è la scintilla che fa impazzire l’uomo. Lui si infastidisce a tal punto da avere uno scatto incontrollato di ira. Che non si ferma però alle parole: il giovane incomincia a picchiare la ragazza, con calci e pugni, la insulta e la minaccia di morte. La ragazza tenta di fuggire ma viene bloccata e picchiata con violenza tale da renderla inerme e costretta, persino, a subire un rapporto sessuale.

L’uomo invia poi a un comune conoscente un video, girato tempo prima, nel quale era ripresa la sua ragazza mentre era nuda. Dopo diverse ore, alle prime luci del mattino seguente la donna riesce a fuggire e a chiedere aiuto. Il racconto che la donna fa ai carabinieri è inquietante: parla di due anni di continue umiliazioni e violenze: pugni, calci, schiaffi, morsi e in alcuni casi vere proprie torture usando lattine, forbici o coltelli da cucina, tanto da essere anche costretta a ricorrere alle cure dei sanitari. In questi due anni ha detto molte bugie a genitori, amici e personale medico per non dire le reali cause delle sue ferite.

I carabinieri, coordinati dalla procura di Firenze, hanno iniziato a indagare meticolosamente riscontrando i fatti e ritenendo attendibile la donna. A quel punto è scattato il provvedimento restrittivo, con l’uomo che è stato portato in carcere.

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