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“La magistratura farà il suo dovere e noi abbiamo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti per l’inchiesta sulla ‘ndrangheta in Toscana”, scrive in una nota Sinistra italiana Toscana. “La politica però non può tacere davanti agli atti politici e ai documenti votati e strettamente legati a questa vicenda in Consiglio regionale. Nella ormai famosa seduta del 26 maggio 2020, l’emendamento 11bis (chiesto da diversi esponenti del mondo conciario attualmente inquisiti nell’inchiesta sulla ndrangheta), è stato presentato da 4 consiglieri regionali del Pd e votato dall’intero Pd compreso l’attuale presidente della Regione Eugenio Giani, Giani ha provveduto a dichiarare di non aver firmato l’emendamento e di non essere a conoscenza nemmeno del contenuto. Ma quello che conta nelle istituzioni, e che Giani omette di dire, è di aver comunque votato quell’emendamento“.

“Un emendamento non proprio di routine – prosegue Sinistra italiana -. Serviva per escludere l’impianto di Acquarno dall’obbligo della procedura di autorizzazione integrata ambientale (Aia). Le intercettazioni e le dichiarazioni di uno dei presentatori mostrano la loro totale inconsapevolezza del contenuto dell’emendamento presentato ma la consapevolezza di dover aggirare l’iter di presentazione per eventuali contrarietà dei tecnici e di dover affidare al presidente Giani la sua presentazione. L’emendamento era legato alle attività imprenditoriali del territorio del cuoio ed è stato quindi firmato dai consiglieri del Pd di quella zona. Tra quei consiglieri c’è l’attuale vicepresidente della Regione e il presidente del consiglio regionale. Cosa si fa ora? Si fa finta di niente o il Pd decide di affrontare con onestà intellettuale la subalternità di un partito alle richieste degli imprenditori al punto da mettere in difficoltà un intero comprensorio industriale?”.

“Noi siamo molto preoccupati per le conseguenze sui lavoratori di un settore economico che aveva conquistato un pezzo di mercato proprio in nome della sostenibilità – continua Sinistra Italiana -. Per non parlare delle conseguenza ambientali per tanti territori toscani e l’alto rischio di inquinamento dei terreni con conseguenze gravi per la salute dei cittadini, per l’agricoltura e la salubrità delle acque. Questo silenzio del Pd è imbarazzante anche dinanzi alle goffe dichiarazioni di Giani. Qui siamo di fronte a una vera e propria situazione di emergenza politica che è impossibile rimuovere o minimizzare visto che ad essere coinvolti sono esponenti del Pd che sono la classe dirigente di questa Regione. Non vorremmo pensare che il benessere dei cittadini e delle cittadine toscane sia sacrificato in nome dell’unità del partito. È necessaria una reazione all’altezza della gravità della situazione da parte della politica, a cominciare da chi detiene le massime responsabilità istituzionali, affinché vengano posti al centro non esclusivamente gli interessi delle imprese ma, prima di tutto, quelli dell’ambiente e dei lavoratori – conclude Si – Questa, oltretutto, è la sola strada percorribile affinché il tessuto sociale e democratico della Toscana possa arrestare i processi di infiltrazione in atto da parte della criminalità organizzata”.

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