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Ci sono degli argomenti su cui lo scontro politico sembra non finire mai. I cittadini ne sono testimoni, loro malgrado. Uno di questi è il tema moschea a Pisa. Dopo anni di braccio di ferro il Comune di Pisa, attraverso il sindaco Michele Conti (Lega), ha detto che la moschea si farà: La delibera è un atto dovuto che dà seguito alla sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della comunità islamica di Pisa sulla moschea. Nella motivazione della sentenza si legge che: ‘l’associazione ricorrente è portatrice dell’interesse alla realizzazione di un edificio di culto, l’unico, nel Comune di Pisa, destinato a soddisfare le necessità di quanti pratichino la religione islamica. Si tratta di un interesse particolare in quanto espressamente considerato dall’art. 8 della Costituzione, e riguardante la pratica di una delle religioni più diffuse al mondo, negli ultimi decenni ampiamente praticata anche in Italia’. Pertanto, l’approvazione dello schema di convenzione da parte della Giunta è un atto dovuto che abbiamo assunto oggi ad esito del perfezionamento di alcuni procedimenti amministrativi, trattandosi di un permesso a costruire convenzionato per la realizzazione di opere di interesse pubblico, quali ulteriori stalli di sosta e di un tratto di pista ciclabile”.

Il sindaco ha però ribadito le proprie perplessità: “Rimaniamo fermamente convinti che le valutazioni di carattere tecnico-amministrativo che abbiamo svolto in questi due anni e mezzo portano tutte alla medesima conclusione: quell’area non è adatta a ospitare qualsiasi luogo di culto. Lo abbiamo sostenuto in ogni sede e ribadito anche nell’aggiornamento delle linee di mandato. In questo modo abbiamo provato a sostenere le nostre ragioni pur tenendo sempre aperto un canale di dialogo con la comunità islamica per valutare localizzazioni alternative e, indipendentemente dall’iter amministrativo relativo al permesso a costruire a Porta a Lucca, sono ancora in corso interlocuzioni con la comunità islamica e i professionisti di parte”. Ed ha poi puntato il dito sull’amministrazione che l’ha preceduto: “Se la moschea verrà costruita in un luogo non adatto, sarà altresì facile comprendere a chi intestare le responsabilità di una scelta che riteniamo urbanisticamente infelice, visto che al nostro insediamento erano state già create le condizioni per le quali oggi siamo arrivati a questo atto. Nel 2012, infatti, la maggioranza che sosteneva l’allora sindaco Marco Filippeschi aveva approvato una variante al regolamento urbanistico che prevedeva la costruzione di un luogo di culto in una zona allora destinata a verde pubblico, avviando così un percorso che la sentenza del Tar ha reso irreversibile. Quel terreno venne poi acquistato dall’associazione culturale islamica fra il 2013 e il 2014 e questo nonostante il vigente regolamento urbanistico individuasse molte aree destinate a ‘luogo di culto’ già disponibili senza la necessità di fare una variante ad hoc”.

Chiamato in causa l’ex sindaco di centrosinistra Marco Filippeschi ha risposto per le rime: “Il sindaco non potrà cavarsela con un comunicato impacciato e burocratico. Non è notizia che si possa nascondere. Sulla moschea si è consumata una sconfitta storica per Conti e la Lega”. E in merito alle accuse ricevute replica: “Rivendico con orgoglio la scelta che abbiamo fatto e di aver tutelato il diritto di culto che la Costituzione italiana, quella di un paese democratico, garantisce a tutte le religioni. Ringrazio la Comunità Islamica, che ha dovuto sopportare un’evidente e mortificante discriminazione, il Comitato per la liberà di culto e tutte le associazioni e le persone che non si sono piegate alla prepotenza. È un esito di valenza nazionale – prosegue Filippeschi – è ripristinata la legalità, un anno dopo la sentenza del Tar Toscana che è diventata un riferimento di giustizia per tutto il paese. Conti e la sua maggioranza hanno tentato in ogni modo di affermare e procrastinare un’ingiustizia, ma hanno perso, clamorosamente, in un percorso che ha reso evidenti le forzature compiute con atti palesemente illegittimi”.

“La rilevanza politica della sconfitta è enorme – insiste l’ex sindaco – due bandiere distintive della Lega, l’opposizione alla moschea e la denuncia dell’insicurezza urbana che, insieme ad alcuni fattacci di dubbia natura accaduti alla viglia di un ballottaggio, hanno segnato una campagna elettorale sono diventate un boomerang. Si è promesso, anche con i falsi impegni di Matteo Salvini, ciò che poi non si è mantenuto e il fallimento sulla sicurezza è davanti agli occhi di tutti. Anche l’ostilità dimostrata alle comunità straniere con l’ostruzionismo verso la moschea e nell’assenza assoluta di politiche per affrontare davvero le criticità e fare integrazione sociale, oggi contribuisce al peggioramento della situazione”.

 

 

 

 

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