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Il no alle autostrade ed alle ferrovie si può comprendere: per gli ambientalisti tutto ciò che deturpa la natura con asfalto, smog e cemento non è ammissibile. Va detto, però, che se dovesse essere applicato alla lettera questo dogma dovremmo essere, probabilmente, all’età del carro, altro che treni ad alta velocità. Per non dire degli aerei. Ma la notizia che arriva da Viareggio (Lucca) è ancora più sorprendente che mai: un gruppo di associazioni ambientaliste si batte contro una pista ciclabile. Sì, avete letto bene, contro una strada progettata appositamente per il transito delle biciclette, quanto di più ecologico ci possa essere al mondo.

Stiamo parlando di un tratto della “ciclovia tirrenica” il cui progetto prevede di collegare la Francia a Roma, per gli spostamenti su pedali. Un progetto ambizioso per promuovere il turismo a basso impatto ambientale. Ma è solo un’operazione di greenwashing (di facciata, ndr) per le associazioni Legambiente Versilia, Italia Nostra, Wwf Alta Toscana, Versilia Amici della Terra, Associazione Tutela Ambientale, Fridays For Future, Comitato per la Salvezza della Pineta di Viareggio. Ma per quale motivo sono contrarie alla pista ciclabile? Il motivo è questo: “Minaccerebbe le dune, sarebbe un’infrastruttura stabile in un ambiente selvatico”. Stiamo parlando della Riserva naturale della Lecciona.

Gli ambientalisti hanno anche un’idea alternativa, un percorso diverso:  “Non esiste una sola valida ragione per cui la ciclovia tirrenica non debba trovare la propria sede nel luogo più adatto, dove esiste già una infrastruttura ciclabile e che rappresenta il naturale collegamento tra Viareggio e Torre del Lago: il Viale dei Tigli. Una infrastruttura ombreggiata, in parte già illuminata, percorribile in ogni stagione, dotata di punti di ristoro”. In effetti il viale dei Tigli è una bella strada alberata, immersa nella natura. Peccato che sia abbastanza utilizzata anche dalle automobili.

Il progetto, approvato dal Consiglio comunale di Viareggio, a tutela della Riserva prevede alcune attenzioni: prima di tutto la condivisione del progetto con l’Ente Parco. Inoltre il fondo stradale sarebbe in terra naturale, con recinzioni di legno e il percorso dietro le dune (non in mezzo). Ma per gli ambientalisti è troppo poco, si tratta di una “scellerata ipotesi” (come asserisce Legambiente). Meglio tenere lontane le bici, notoriamente inquinanti e pericolose per l’ambiente. Vade retro turismo ambientale!

 

Foto: Riserva naturale della Lecciona – Parco San Rossore

 

3 Comments

  1. Un suggerimento agli ambientalisti, invece di occuparvi di biciclette occupatevi di discariche nelle “Riserve”, nei territori privati, torrenti e fiumi e lungo le coste, c’è un inquinamento generale che quasi tutti fingono di non vedere per non esporsi rendendosi cosi complici di chi distrugge il territorio e rende l’aria irrespirabile.

  2. Ma Cosa Volevate Pretendere da QUESTA MANICA DI STRONZI AMBIENTALISTI FUORI DALLA REALTA’ ???

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