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Un grande recipiente chiuso al cui interno si pratica il vuoto: al centro dell’intercapedine, tra le due “scatole”, si trova una sorgente di particelle. Stiamo parlando del ciclotrone, inventato nel 1930 dal fisico statunitense Ernest Orlando Lawrence, un acceleratore di particelle cariche pesanti (protoni, particelle ecc.), utilizzato ancora oggi  soprattutto per il trattamento dei tumori. Le particelle si muovono con una traiettoria a spirale e il fascio che ne fuoriesce viaggia ad una velocità vicina a quella della luce. Ci soffermiamo su questi dettagli tecnico-scientifici perché ci è giunta la notizia che, dopo più di venti anni di attività, il ciclotrone dell’Istituto di Fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) di Pisa, cuore pulsante della radiofarmacia, viene aggiornato con una delle macchine più moderne nel panorama italiano e in Europa: ne esistono solo altre quattro ad Oxford, Cambridge, Tubinga ed Odense (Danimarca).

Il “Ciclotrone 2.0” è stato aggiornato con la più evoluta macchina prodotta da GE Healthcare, leader nel settore delle tecnologie medicali e perfettamente in linea con le mutate esigenze di ricerca nel settore dell’imaging avanzato. Con l’aggiornamento e con la nuova licenza di utilizzo del Cnr, a parità di energia, il sistema è in grado di produrre il triplo del quantitativo prodotto precedentemente nello stesso tempo. Un tale aumento di potenza fa in modo che si possa produrre più velocemente un quantitativo molto più alto di radiofarmaci e questo permette, a causa del decadimento spontaneo del radioisotopo, di riuscire a percorrere distanze più lunghe e distribuire quindi il radiofarmaco a più distretti Pet della Toscana.

Giorgio Iervasi (foto sotto), direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica, spiega che “l’inserimento del sistema ciclotrone nel network che integra radiofarmacia, medicina pre-clinica e un centro clinico e di ricerca rappresentato dalla Fondazione G. Monasterio, costituisce di certo un valore aggiunto nel panorama della ricerca Cnr e della ricerca italiana. La disponibilità di una rinnovata strumentazione all’avanguardia, di un expertise specifico multidisciplinare consolidato in oltre 20 anni di operatività, potrà dare sviluppo compiuto al progetto di ripresa della produzione di radiofarmaci ad uso clinico e sperimentali. Ifc con la sua storia e le sue competenze acquisite nel tempo, non può dunque che continuare a investire nel settore strategico dell’imaging biomedico integrato, per la programmazione delle proprie attività scientifiche nel medio e lungo termine”.

L’aggiornamento tecnologico di cui vi stiamo parlando ha richiesto soluzioni ingegneristiche personalizzate, dato che il ciclotrone si trova all’interno del bunker del Cnr. L’unico modo per poter farvi accedere componenti di notevoli dimensioni è stato quello di progettare un elevatore ad hoc, ingegnerizzato e certificato CE dall’azienda toscana Sigma Ingegneria con sede a Lucca. Il nuovo sistema manda in “pensione” il ciclotrone del 1996.

La nuova struttura, unica in Italia, consentirà di produrre, a parità di energia, il triplo del quantitativo di radiofarmaci da utilizzarsi con il tomografo a emissione di positroni (Pet).

Giorgio Iervasi, direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica

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