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In Toscana sono davvero innumerevoli le iniziative messe in piedi per ricordare Dante Alighieri. La relazione dei toscani con Dante, però, è una questione più di cuore che di testa. Per secoli molti, talvolta analfabeti, imparavano a memoria intere cantiche della Divina Commedia. L’influenza della poesia sulla cultura e la vita dei toscani andava ben oltre. Durante feste popolari come il Calendimaggio, l’antichissima festa legata all’arrivo della primavera, i cosiddetti “maggianti” erano sempre guidati da stornellatori capaci di improvvisare canti sul momento rispettando sempre l’ottava rima dantesca. Come i rapper di oggi, talvolta giungevano pure a sfidarsi tra di loro, per scoprire chi fosse il più bravo. Se per “gli altri” può bastare ripercorrere la vita del Sommo Poeta o visitare i luoghi che lo hanno ospitato, per i toscani non può certo essere sufficiente. L’unico modo per celebrarlo a dovere è riappropriarsi della sua eterna poetica e tornare a farne parte viva, vitale delle proprie esistenze. ASCOLTA LA STORIA SUL PODCAST

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