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Normalmente in un’intervista sono i giornalisti che pongono le domande ai propri interlocutori. In questo caso abbiamo ricevuto domande e relative risposte: la strada più veloce, a nostro modo di vedere, per finire nel cestino. Però, vista l’estrema importanza del tema trattato (gli esposti presentati in Procura e alla Corte dei Conti sui processi di fusione e privatizzazione degli aeroporti “Galilei” di Pisa e “Vespucci” di Firenze) abbiamo deciso di fare un’eccezione. Qui di seguito pubblichiamo alcune riflessioni da parte del Comitato Piccoli Azionisti di Toscana Aeroporti (la società che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze) e dell’Associazione degli Amici di Pisa, autori dei suddetti esposti. 

È la prima volta che le Associazioni presentano degli Esposti sul Galilei?
No. Nel periodo dell’OPA e della fusione li abbiamo presentati a: Consob, Procure, Corte Conti e gli ultimi, il 22 c.m., per mantenere la parola, alle richieste fatteci, contrariamente alle promesse da Pinocchio, fatte dai partiti e politici, in perenne campagna elettorale.

Da quando vi interessate allo sviluppo del Galilei e perché?
Una locandina ed un art. del Tirreno lo certificano, dal 1988. L’aeroporto, militare e civile, sono da sempre un’eccellenza nazionale e regionale. Sono un volano economico di tutto il territorio costiero e sostenerli vuol dire onorare il genio e l’imprenditoria dei fratelli Antoni, che dopo aver iniziato la loro attività presso i cantieri di Livorno, sperimentarono i primi voli a S. Giusto, l’attuale Galilei.

Il Galilei era gestito dalla società pubblica SAT, cosa è cambiato con il nuovo padrone argentino?
È errato definire Eurnekian padrone. Gli aeroporti sono beni demaniali pubblici, quindi di proprietà dei cittadini italiani. Sono affidati a gestori, pubblici o privati, che presentano dei piani di sviluppo, i Master Plan (MP), basati su Piani Economici Finanziari (PEF) sostenibili e parzializzati in contratti di programma infrastrutturali quadriennali, sui quali vengono calcolate e riconosciute ai gestori, le tariffe aeroportuali da riscuotere.

I MP pisani e loro PEF sono stati sempre sostenibili in autofinanziamento. Il MP di Peretola lo è?
No! Per questo Toscana Aeroporti, avendo meno di 3milioni di passeggeri, ha chiesto di contribuire al 50% dei costi, cioè con 150 milioni, calcolati sui 300milioni del primo MP di AdF.

I costi sono aumentati a 400 o più. I contributi pubblici resteranno sempre 150 milioni?
Chiederli è legittimo. Autorizzarli dipende dalla Commissione UE e dal suo riconoscimento della strategicità del Vespucci, nonché dai vincoli europei sugli Aiuti di Stato e Concorrenza.

Perché vi siete rivolti direttamente alle Procure, senza interloquire prima con la società?
Con SAT avevamo sempre fattivamente interloquito, ricevendo risposte ai quesiti posti. Con TA i rapporti sono formali, limitati alla partecipazione all’Assemblea ordinaria sul bilancio, in cui, ai soci sono riservati solo 3′ ad intervento, rispetto ai 15′ previsti dallo Statuto, così ridotti, a discrezione del Presidente di TA Carrai, per cui diventa difficile introdurre interventi estranei al bilancio. Per questo motivo avevamo chiesto al Presidente Carrai di poter partecipare agli eventi societari, per poterci aggiornare e fornire contributi d’idee sulla visione dello sviluppo aeroportuale. Purtroppo la promessa, pur se verbalizzata, è rimasta solo sulla carta e non si è mai concretizzata.

Perché non vi siete confrontati con i soci pubblici?
Abbiamo sempre cercato di stimolarli. Non abbiamo mai assistito a loro interventi in Assemblea, se non a quelli di Filippeschi, prima della fusione, ma senza ottenere risultati, se non quelli mediatici. Addirittura siamo stati attaccati dal Sindaco Conti, a cui avevamo offerto collaborazione, ma che, in Consiglio Comunale, ci ha accusato di fare discorsi da bar e fornire dati non certi sul Galilei. Purtroppo per Pisa, i dati ufficiali di Assaeroporti ed ENAC ci hanno poi dato ragione, in quanto il Galilei, anche prima della pandemia, decresceva già del -5,4%, rispetto allo sviluppo medio nazionale del +4%, mentre il Vespucci registrava un incremento di passeggeri del +5,7%.

Con i Consiglieri del CDA non siete riusciti ad interloquire?
Con il consigliere che rappresentava il Comune nel CDA, pre/post fusione, ci siamo spesso scontrati, anche legalmente. Ora, per un’incomprensibile scelta dell’Assessore Zambito, dimessasi dal CDA, al cambio di amministrazione comunale, il Comune non ha più consiglieri pisani nel CDA.

E con la Regione avete avuto rapporti?
Con Rossi ci siamo confrontati anche pubblicamente, ma è convinto di aver fatto il bene di Pisa. Noi pensiamo che abbia sbagliato e fatto promesse utili solo al libro di Pinocchio, non ai pisani. Diceva: “Troppe cose in quel catino non possono starci (Aeroporto, Stadio, Polo Universitario, CNR, Inceneritore, Scuola Marescialli, ecc.). Lo dico ai fiorentini, se la pista si allunga, ritiro il PIT. Al Gatto ingordo si strozzò il gozzo! Pisa non tema, garantisco: l’integrazione in una Holding, il rispetto del PIT e la pista da 2000 mt!”. Nel frattempo dava lui da mangiare al gatto ingordo fiorentino. Giani aveva promesso di confrontarsi su: Terza pista e rumore sulla città, Terminal, Tangenziale N/E. Una volta eletto si è dimenticato la promessa, ma noi conserviamo sempre il suo biglietto da visita. Abbiamo scritto anche a Consob. Senza risultati. Abbiamo scritto a Carrai, senza ricevere risposta. Abbiamo scritto inutilmente a Renzi, chiedendogli un incontro, ricordando quanto aveva firmato a Pisa sulla carta del Coraggio: “I politici devono imparare ad ascoltare, abitudine che spesso non hanno”. Abbiamo anche esposto le problematiche del Galilei al Pres. Conte. Ma era impegnato dal COVID. A luglio avevamo chiesto spiegazioni sul Polo aeroportuale toscano al Neopresidente Zaccheo di ENAC, subentrato dopo 15 anni a Riggio. Non ha risposto. A ottobre si è dimesso. Essendo vacante la presidenza ENAC, volevamo interloquire con il Direttore Centrale Vigilanza Tecnica ENAC, Roberto Vergari, che, al seguito del Presidente di CAI, Naldi, aveva illustrato in Comune, il MP di TA , 2018 2028, sull’ampliamento del Terminal, da 6,5milioni di passeggeri (SAT lo prevedeva da 7milioni), ma abbiamo scoperto che aveva lasciato l’incarico già da un anno. Volevamo interessare il Direttore Generale ENAC, Quaranta, ma abbiamo appreso da Cronache picene.it, del 5 cm, che, insieme a Vergari è indagato, con una settantina di politici regionali piceni, per peculato in concorso continuato, per i rapporti col gestore dell’aeroporto di Falconara, Aerdorica, Abbiamo desistito per non sottrargli tempo nel dimostrare la sua estraneità ai fatti addebitati. Ci siamo affidati alla Magistratura, da cui ci aspettiamo riscontri, per evitare di riscrivere al Presidente della Repubblica e non angustiarlo, visto che per sei anni è stato tenuto nei cassetti e disatteso un Decreto Presidenziale del suo predecessore, il Presidente Napolitano!

Vi è stato chiesto se sia normale che, in uno Stato di Diritto, non si trasmetta e rispetti un Decreto Decisorio del Capo dello Stato, che confermava l’obbligo di attuare delle prescrizioni ministeriali?
No! II DPR respingeva il Ricorso Straordinario del Gestore dell’Aeroporto di Firenze e l’obbligava ad ottemperare subito alle prescrizioni ministeriali imposte dalla VIA 0676 del 2003, per evitare il ripetersi d’incidenti, come già avvenuto ed obbligava la Regione a verificarne l’ottemperanza. A nostro avviso aver trattenuto il DPR nei cassetti, per più di sei anni, configura un grave reato!

Quali provvedimenti sono stati presi?
Non ci risultano presi provvedimenti e ciò aumenta la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. Per una multa non pagata lo Stato emette sanzioni pecuniarie, cartelle esattoriali e sequestri giudiziari! Ma quanto successo al DPR è ben più grave, perché ha condizionato tutto il percorso a valle! Sembrerebbe che quanto esposto, sia la testa emersa di un iceberg destinato a non sciogliersi.

Vi rassicura la nomina dei Viceministri Bellanova e Morelli al Ministero Infrastrutture e Trasporti?
Hanno entrambi esperienza in campo agricolo: Bellanova, ex bracciante fin da 15 anni e poi sindacalista e Ministro dell’Agricoltura, Morelli diplomato all’Istituto Tecnico Agrario e giornalista, erano più indicati per il Ministero dell’Agricoltura. Ci conforta che il Ministro Giovannini abbia il pallino per lo Sviluppo sostenibile, che insegna all’università Tor Vergata ed alla Luiss di Roma e che sia il fondatore e portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), che ha per obiettivo far crescere e sviluppare anche in Italia la cultura della sostenibilità in vista degli obiettivi dell’Agenda 2030 e perciò coordina oltre 290 tra istituzioni, associazioni e gruppi della società civile, tra università, Terzo settore e fondazioni private.

Gianni Conzadori
Comitato Piccoli azionisti
Toscana Aeroporti

Franco Ferraro
Amici di Pisa

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