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Un ragazzino di tredici anni, annoiato, guarda su Youtube alcuni video sulle sparatorie negli Stati Uniti. Ad uno di questi lascia un commento, ovviamente anonimo: “Vorrei farlo nella mia scuola” (scritto in inglese). Immediato scatta l’allarme dell’Fbi, che attiva tutti i controlli previsti per i casi simili. Il rischio che qualcuno possa emulare fatti criminali del passato è sempre molto alto. Si mettono in moto i tecnici e in pochi secondi scoprono che il messaggio è stato scritto dall’Italia, da Cortona (Arezzo) per l’esattezza. I federali americani trasmettono il caso alla Polizia postale italiana, chiedendo di fare un controllo.

In meno di un’ora i poliziotti scoprono l’identità dell’autore del messaggio: è un studente di tredici anni, figlio di una rispettabilissima famiglia di origini straniere (comunitarie). Tutto meno che un terrorista. Gli agenti bussano a casa sua e procedono ad una perquisizione, lasciando i genitori a bocca aperta e, ovviamente, nello sgomento. Inizialmente gli agenti pensano che ad aver scritto il messaggio sia il fratello più grande, diciottenne. Poi però il minore confessa. Non sa spiegare perché l’abbia fatto. Forse solo per gioco, per sfida, o per mera incoscienza. Probabilmente uno psicologo potrà aiutare il ragazzo a fare piena luce nei suoi pensieri, inoffensivi ma potenzialmente pericolosi se veicolati sui mezzi di comunicazione di massa.

La vicenda si concluderà con una ramanzina? La denuncia è scattata, deciderà il tribunale dei minori come applicare la legge, valutate tutte le circostanze. Di sicuro il ragazzino non dimenticherà quanto accaduto, e neanche i suoi familiari.

 

Foto: fermo immagine del video di una strage a scuola negli Usa

5 Comments

  1. Se fosse solo per i desideri andrebbe in galera il mondo intero. Ok per il controllo e pure per la ramanzina ma il Tribunale dei minori c’entra poco.
    Anch’io mi porterei volentieri a letto un paio di attrici, bellissime e famose, innamorato più dell’immagine visto che, magari, hanno un caratteraccio, ma da qui allo stalking o alla violenza sessuale, di rilevanza penale, ce ne passa.

  2. Un tempo i ragazzi difficili o particolari trovavano un futuro nell’esercito americano. Se si dimostra tanto audace potrebbe puntare pure alle forze speciali.

  3. C’è da morir dal ridere! Di qui a un pò t’indagheranno anche per un ‘vaffanculo. I casi sono due: o in America la situazione è ormai esplosiva, oppure quelli dell’FBI non hanno proprio un cazzo da fare!

  4. Consiglio a tutti di visionare il film “Kill the Messenger” un film americano del 2014 basato su un fatto di cronaca realmente accaduto ( https://en.wikipedia.org/wiki/Kill_the_Messenger_(2014_film) oppure: https://it.wikipedia.org/wiki/La_regola_del_gioco_(film_2014) ). La trama come riportato in wikipedia: “1996. Gary Webb, giornalista del San Jose Mercury News, pubblica un articolo in cui si dimostra il coinvolgimento della CIA nel traffico di droga dal Nicaragua alla California i cui profitti servivano per armare i ribelli Contras, permettendo quindi l’epidemia del crack sul territorio statunitense. Le sue indagini iniziano ad essere scomode, ma nonostante gli avvertimenti di boss della droga e agenti della CIA, Webb continua ad indagare per far venire a galla la verità. Webb si ritroverà al centro di una campagna diffamatoria e dovrà difendere il proprio lavoro, la sua famiglia e la sua stessa vita”
    Questo per far capire che tutte le agenzie investigative americane, come l’FBI, la CIA, l’NSA, ecc. vanno a colpire il pesce piccolo o il cittadino innocente (lo spiano per vedere se qualcuno può scoprire e denunciare i crimini del Deep State americano o, ancora peggio, del criminale Governo Ombra Mondiale), quando loro stesse sono le prime coinvolte nei crimini più efferati. Casi molto analoghi esistono anche nel continente europeo dove, non sempre, ma il più delle volte le forze dell’ordine non proteggono il cittadino indifeso dai prepotenti, ma sono addirittura complici di associazioni mafiose di cui coprono i loro crimini e collaborano addirittura con loro: l’Italia non è affatto estranea a questo tipo di fenomeno, a mio avviso veramente ipocrita, criminale e poco etico.

  5. Per studiare ci dicono che non hanno il computer, che sono disagiati , che non lo sanno usare in smart working, però per le loro cavolate sanno come usarlo, ce l’hanno tutti e stanno dalla mattina alla sera a chattare.

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