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Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, uno dei più grandi pittori italiani, ha vissuto tra il 1445 e il 1510. Fiorentino, noto a tutti come Sandro Botticelli, imparò il mestiere nella bottega di Filippo Lippi, con cui lavorò a Prato. La sua maturazione artistica si completò grazie alle influenze di maestri del calibro di Antonio del Pollaiolo e Andrea del Verrocchio. A 24 anni già lavorava per conto proprio, grazie a commissioni pubbliche sempre più importanti. Le sue opere più famose, se chiunque riconosce, sono sicuramente la Primavera e la Nascita di Venere, custodite alle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Vi parliamo di Botticelli perché oggi una sua opera, il ritratto intitolato “Giovane che tiene in mano un tondello“, è stata battuta all’asta da Sotheby’s, a New York, per 92,2 milioni di dollari (commissioni comprese).

Il dipinto venduto faceva parte della collezione del magnate statunitense del cemento Sheldon Solow, che lo aveva fatto suo nel 1982 all’asta da Christie’s a Londra per 1,3 milioni di dollari. La nuova aggiudicazione ha frantumato il precedente record per un’opera di Botticelli di ben 9 volte: 10,4 milioni di dollari, stabilito dalla cosiddetta “The Rockefeller Madonna”, venduta da Christie’s nel gennaio 2013 a New York. Chi ha acquistato il Botticelli? Secondo il “New York Times” sarebbe stato un magnate russo, che ha fatto un’offerta al telefono a Lilija Sitnika, responsabile di Sotheby’s Russia a Londra.

Nel suo dipinto Botticelli raffigura un ritratto a mezzo busto di un nobile modello, secondo gli studiosi si tratterebbe di un membro del ramo cadetto della famiglia fiorentina dei Medici, forse Giovanni di Pierfrancesco, fratello minore di Lorenzo il Popolano. Il giovane tiene in mano un tondo raffigurante un santo, ispirato dalle tavole a fondo oro dell’artista senese Bartolommeo Bulgarini. Gli esperti sono convinti che il “Giovane che tiene in mano un tondello” sia stato dipinto, su commissione, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 del ‘400, quando Botticelli stava cominciando a immaginare, nella sua mente, i suoi capolavori allegorici, tra cui la “Primavera” e “La nascita di Venere”.

Christopher Apostle, capo del dipartimento di pittura antica di Sotheby’s a New York, afferma che “quest’opera è uno dei ritratti più significativi di qualsiasi periodo mai apparso in un’asta. Non è solo un dipinto eccezionale, è anche l’epitome della bellezza e di un momento in cui è iniziata gran parte della nostra civiltà occidentale. Il risultato di oggi è un giusto tributo, sia al dipinto stesso che a tutto ciò che rappresenta”.

Foto: Sotheby’s

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