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Tommaso Giacomelli

In questi giorni il presidente Rocco Commisso è tornato in Italia e ha tuonato sulla questione stadio. Il Franchi lo possono restaurare gli altri, lui i soldi non li mette per tirare a lucido il vecchio Comunale. Per giorni non abbiamo sentito altro che notizie extracalcistiche, come se non ci fosse una partita – per giunta importante – da affrontare. Invece, all’ora di pranzo della domenica, al Diego Armando Maradona di Napoli, la squadra viola avrebbe avuto una dura gara da giocare con testa e cuore. Ma la Fiorentina è stata umiliata, spazzata via e annichilita. Sei reti al passivo,
un punteggio tennistico che fa tremare le stanze dei bottoni viola: veramente la questione campo è secondaria? Perché non pensare a rafforzare il comparto tecnico della squadra nelle mani di Prandelli? Rocco dovrebbe sfruttare il tempo passato in riva all’Arno per rattoppare una rosa incompleta e allestita male, e non cercare l’alibi dello stadio per evitare di investire nel suo giocattolo.

Sul campo, invece, la Fiorentina ha messo in mostra tutte le sue fragilità, in una domenica nera sotto tutti gli aspetti. Dopo il primo gol subito a opera di Insigne, i gigliati hanno tenuto bene il campo e provato a recuperare lo svantaggio, sfiorando anche il pareggio. Al raddoppio di Demme al 36’, la squadra di Prandelli si è smaterializzata. È emersa una disorganizzazione difensiva preoccupante, in cui nessuno dei tre centrali (Pezzella, Milenkovic e Igor) è stato quanto mai in partita. Non ha pagato nemmeno la scelta di affidarsi al centrocampo a due con Ambrabat e Castrovilli. In più Ribery e Callejon, in appoggio a Vlahovic, sono un capitolo che lascia solo amarezza. Dovevano essere il valore aggiunto della rosa, ma sono coloro che fanno perdere equilibrio a tutto l’assetto tattico. Alla fine il disastro è stato servito, un 6 a 0 che entra di diritto nelle pagine più cupe della storia viola.

A Prandelli va riconosciuto – fino a qui – di aver dato un certo ordine alla squadra, un’anima e un’identità. Ha dato fiducia e valorizzato Vlahovic, ha aiutato la squadra a ritrovarsi e a superare momenti complicati. Purtroppo però l’altalena di risultati è preoccupante e questo condanna la Fiorentina a un’altra stagione tribolata, senza gioie e con tante sofferenze. In attesa di un altro nuovo inizio, di un altro nuovo corso. Gli alibi, adesso, stanno a zero.

Tommaso Giacomelli

Foto: Alessandro Garofalo/LaPresse (ilGiornale.it)

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