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Sempre più stranieri alla guida degli Uffizi. Nel cda del primo museo italiano (come numero di visitatori) entra la francese Aurélie Filippetti, docente universitaria ed ex ministro della Cultura sotta la presidenza francese di François Hollande. C’è anche un altro ex ministro, questa volta italiano, Valdo Spini, già professore di storia delle relazioni economiche internazionali, attualmente presidente dell’Aici (l’Associazione delle istituzioni di cultura italiana). Spini fu ministro dell’Ambiente dal 1993 al 1994, nei governi Amato e Ciampi.

Tra gli altri nominati troviamo Fulvio Cervini, professore associato di storia dell’arte medievale nell’Ateneo fiorentino. A presiedere il cda il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. Fa parte della squadra, secondo quanto previsto dalla legge, anche il direttore regionale dei musei della Toscana, Stefano Casciu. Per scadenza del mandato escono dal cda Paolo Fresco, ex presidente della Fiat, e Marco Cammelli, professore emerito di diritto amministrativo all’Università di Bologna ed ex componente del Consiglio di presidenza della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato.

Filippetti ha origini italiane

Quarantotto anni a giugno, Aurélie Filippetti è nipote di un immigrato italiano che si trasferì in Lorena, a Villerupt, lasciando la sua Gualdo Tadino (Perugia). Suo padre, Angelo Filippetti, negli anni ottanta è stato sindaco. Dal 2007 al 2017 Aurélie Filippetti è stata deputata socialista all’Assemblea nazionale. Dopo essere stata ministro della Cultura e delle Comunicazioni del Governo Ayrault I e del Governo Ayrault II, Filipetti è stata confermata alla guida dello stesso ministero nel successivo Governo Valls I. Nel 2017 si ricandida nel suo collegio per un terzo mandato ma viene battuta al primo turno, ottenendo appena l’11,8% dei voti. Dopo quella batosta si è dedicata prevalentemente all’insegnamento presso Sciences-Po a Parigi.

Foto: La-Croix.com

6 Comments

  1. la Toscana, grazie al PD, è una colonia francese, dall’acqua ai trasporti e così via. è inutile, quando uno nasce lustrascarpe è contento di lustrare le scarpe

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