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La coperta è corta in Toscana sul fronte sanitario. In piena emergenza Covid c’è carenza di medici e infermieri e la Regione cerca di correre ai ripari, anche se farlo con forte anticipo sarebbe stato utile (e sensato). Le assunzioni di quest’anno, sbandierate dal presidente Eugenio Giani, ci sono state, ma i numeri dimostrano che servono a malapena a coprire le uscite del personale e a stabilizzare i precari. Meglio di nulla, dirà qualcuno, però la situazione resta molto difficile. Per cercare di racimolare qualche medico utile a tappare i buchi con una recente ordinanza (la n° 107 dell’11/11/2020) il presidente della Regione ha stabilito che i medici della Guardia medica dovranno staccare a mezzanotte. Per la notte il servizio sarà gestito da “centrali telefoniche”. Immediata è scattata la protesta. I primi sono stati i medici, poi diversi cittadini e infine i politici, di ogni schieramento (compreso il Pd, il partito di Giani). Difficile trovare una sollevazione così bipartisan. Tutti sono d’accordo che si tratti di una mossa sbagliata.

Ma quali buchi vanno a coprire i medici della Guardia medica? Sorveglianza sanitaria diurna, attività ambulatoriale sui pazienti con sintomi simil influenzali o ospitati in albergo sanitario. Quei settori che, dall’inizio dell’emergenza, sono risultati i più scoperti. Ma si pensa anche, come scrive La Nazione, che potrebbero coprire quei vuoti presenti nel servizio di continuità assistenziale, rimasti tali anche dopo l’ultimo avviso della Regione.

Ma veniamo alle proteste. Prima di tutto quella dei medici. “L’interruzione della continuità dell’assistenza alle 24, con l’introduzione della sola consulenza telefonica dalle 24 alle 8, è una scelta sbagliata sul piano assistenziale”, osserva la Federazione italiana sindacale dei medici uniti (Fismu). “Produrrà accessi impropri nelle strutture ospedaliere e gravi conseguenze sulla tenuta del 118 e dei pronto soccorso.

“Restiamo stupefatti dalla decisione presa dal Governatore Toscano Eugenio Giani che con la Ordinanza Regionale n. 107 ha deciso togliere il servizio della Guardia Medica dopo le ore 24.00 fino alle 8,00 del mattino”, dichiarano l’on. Stefano Mugnai, vice presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, e l’on. Elisabetta Ripani (Forza Italia). “Questa scelta in questo momento di grave emergenza non ha senso alcuno. Infatti i dati nazionali dimostrano che nelle Regioni dove non funzionano i servizi territoriali strutturati il Covid produce più danni. Basta vedere purtroppo la nostra Toscana che si è ritrovata all’improvviso, in zona Rossa, soprattutto per i contagi nelle Rsa. E anche su questo fronte da tempo noi di Forza Italia abbiamo lanciato più volte un grido finalmente proponendo anche interventi migliorativi in questo fondamentale servizio socio sanitario territoriale. Come sarà possibile frenare il virus o rendere i nostri Ospedali ed i nostri pronto soccorso meno affollati se poi si adottano ordinanze che, come la n. 107, tagliano i servizi sul territorio? Si rendono conto il presidente Giani e l’assessore Bezzini, che un cittadino che ha bisogno di una risposta sanitaria, magari in orario notturno, non trovandola sul territorio, come accadrebbe con un servizio di guardia medica efficiente, non ha altre alternative se non quella di recarsi al Pronto Soccorso finendo quindi per ingolfarli? È così difficile capirlo? Pare proprio di sì leggendo l’ordinanza n.107 – continuano Mugnai e Ripani – Ancora una volta, nonostante il drammatico momento di lotta contro la pandemia, anziché potenziare la sanità viene deliberatamente scelto di indebolirla, vedi caso della Guardia Medica ridotta nei fatti ad un servizio telefonico. Ci auguriamo che la suddetta ordinanza regionale venga subito ritirata, per il bene di tutti gli utenti toscani”.

“È incredibile e facciamo fatica a crederci, nonostante la pandemia imponga di investire tempestivamente e in modo significativo in sanità pubblica, in Toscana si continua a tagliare”, scrive in una nota Sinistra Italiana. “L’ordinanza del presidente della Giunta regionale sospende la continuità assistenziale (la cosiddetta guardia medica) riducendola a mera consulenza telefonica per tutta la fascia notturna, dalle 24 alle 8. Questo provvedimento rischia di comportare un grave danno al nostro Sistema sanitario regionale”.

“Dobbiamo mantenere aperta h24 la Guardia Medica nelle zone disagiate”, affermano i dem Enrico Sostegni, presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, e Vincenzo Ceccarelli, capogruppo Pd e componente della Commissione Sanità, commentando la scelta di sospendere la Guardia Medica dalle ore 24 alle ore 8 allo scopo di reperire personale medico da destinare all’emergenza sanitaria. “Apprezziamo lo sforzo messo in campo per il contrasto all’emergenza sanitaria legata al Covid e comprendiamo bene la necessità di avere un numero maggiore di medici in disponibilità ma occorre tener presente che la Toscana non è fatta solo di città e grandi centri – spiegano Sostegni e Ceccarelli – Al contrario è un territorio vasto e ci sono zone più marginali che non possono essere lasciate scoperte e dove questa scelta rischia di avere gli effetti di un indebolimento dei servizi difficilmente sostenibile dalle comunità locali. Perciò – concludono i due esponenti del Pd – occorre differenziare ed è necessario lasciare attive 24 ore su 24 le postazioni di Guardia Medica nelle realtà periferiche che non possono essere raggiunte in tempi ragionevoli in casi di emergenza”.

“Siamo fermamente contrari ad una recente ordinanza del presidente Giani che interrompe alle ore 24.00 la normale attività assistenziale di supporto ai cittadini da parte delle guardie mediche”, afferma Elisa Tozzi, consigliere regionale della Lega. “Dagli stessi professionisti sanitari è arrivato, tra l’altro, un giudizio assolutamente negativo nei confronti di una decisione che rischia, in un momento particolare e complesso come questo, d’ingolfare ancora di più i Pronto Soccorso. Abbiamo quindi voluto esprimere il nostro dissenso al provvedimento redigendo un’interrogazione in cui chiediamo quali iniziative s’intendano adottare per ripristinare il predetto classico e fondamentale servizio che, da sempre, provvede a garantire un intervento tempestivo nei confronti delle persone in difficoltà. Parimenti ritengo, come richiesto nel mio atto, che sia utile promuovere un Tavolo fra le Istituzioni competenti ed i sindacati di categoria per affrontare collegialmente la delicata e stringente tematica”.

E a protestare sono anche diversi sindaci. A Giani è stata spedita una lettera formale di protesta dal sindaco di Sansepolcro (Arezzo), Mauro Cornioli, in rappresentanza di tutti i primi cittadini della Valtiberina Toscana. Gli chiedono di revocare o rettificare l’ordinanza regionale. “ll presidio della guardia medica è un “salva vita” e risulta quindi fondamentale per garantire il diritto ad essere presi in carico che i nostri cittadini hanno, alla pari di quelli che abitano in città o in centri meno periferici. Non siamo stati nemmeno interpellati sulla questione, che ci è quindi “caduta dall’alto” senza possibilità di dire la nostra opinione. Ribadiamo quindi la nostra contrarietà a questo provvedimento, perché la salute non può sottostare a regole di orario”.

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