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All’età di 83 anni è morto il genetista di fama internazionale Marcello Buiatti, autore di quasi 200 pubblicazioni di genetica molecolare e di una novantina di saggi di biologia teorica. Nato a Pisa nel 1937 aveva trascorso l’infanzia rinchiuso in casa, a Firenze, perché di famiglia ebrea. Suo padre, antifascista, fu ricercato perché membro del Cln. Laureato in Scienze agrarie all’Università di Pisa si specializzò in genetica all’Università di Pavia (1961). Ricercatore del Cnr a Pisa, intraprese la carriera accademica all’Università di Swansea, nel Galles (1963-1964), passando poi al Dipartimento del Brookhaven National Laboratory negli Usa (1964-1966). Rientrato in Italia, divenne professore ordinario di genetica all’Università di Pisa (1967), per passare all’Università di Firenze nel 1978.

Nel Regno Unito e negli Stati Uniti fece studi su tumorogenesi, colture in vitro, l’influenza dell’ambiente sulle mutazioni. Con un gruppo di ricercatori ha lavorato sulle analisi molecolare della risposta allo stress, sulle tecniche per lo studio della variabilità genetica, sulle tecniche innovative sugli Ogm e su metodi computazionali sul Dna. Ha fatto parte di decine di commissioni scientifiche in Italia e all’estero. Già presidente di Ambiente e Lavoro, Fondazione Toscana sostenibile, Centro di filosofia della Biologia ‘Res Viva’, era socio dell’Accademia dei Georgofili e collaboratore di numerose riviste scientifiche.

“Con Buiatti la Toscana perde non solo uno scienziato di valore internazionale ma anche un uomo che non ha mai disgiunto l’impegno accademico e scientifico da quello politico e civile”, afferma Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. “Un impegno che, in più occasioni, si è incontrato con le iniziative della Regione sia sul fronte ambientale che su quello dello sviluppo sostenibile, del paesaggio e della qualità della vita in Toscana”. Giani ricorda come Buiatti, cresciuto in una famiglia antifascista e colpito da persecuzioni ai tempi delle leggi razziali, abbia continuato per tutta la vita ad essere testimone, andando di persona nelle scuole, adoperandosi per trasmettere i valori della Resistenza, della libertà e dell’uguaglianza alle giovani generazioni. “Anche in questa veste e in molte occasioni Buiatti aveva partecipato alle manifestazioni organizzate dalla Regione in occasione della Giornata della memoria per ricordare l’Olocausto e studiarne le conseguenze e le cause profonde, portando il suo contributo personale e di studioso».

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