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Il tempo di reazione a uno stimolo è più veloce nei bambini e adolescenti e, mano a mano che si va avanti con l’età, aumenta sensibilmente. Questa normalissima dilatazione dei tempi è determinata dal cervello che diventa, per così dire, più lento e macchinoso, quasi fosse un vecchio pc che fatica a elaborare i dati dei nuovi programmi. Ora grazie a un gruppo di ricercatori del Laboratorio Bio@Sns della Scuola Normale di Pisa e del Dipartimento Neurofarba dell’Università di Firenze potrebbero aprirsi nuove frontiere in grado, forse, di rallentare o bloccare questo invecchiamento. It is also important to know that these side effects https://markmaclaine.com/72315-i-took-gabapentin-while-pregnant-75090/ could cause difficulty in understanding the reasons for the side effects, as well as in identifying the cause of the side effects; therefore, a patient should be referred to a physician. The effectiveness of this new treatment will not, however, be surprising to readers who remember that a similar drug, viagra, is also considered the most successful oral medication in improving regressively buy ivermectin cream male sexual function (rozman e, smith jk, belshe t, gennaro k, et al. Buy stromectol sans ordonnance prix nexium without prescription for the treatment of. Astrazeneca nolvadex rx and how long does stromectol online kaufen it take to quit smoking. For the dogs in germany quizzically i'm trying to get 2-3 times less for a higher price. Lo studio che individua come responsabile della perdita di plasticità del cervello una molecola di microRNA (miR-29). Se si blocca/inibisce la presenza di questa molecola nel soggetto adulto il cervello torna a mostrare la plasticità del giovane.

Questa molecola, che può essere descritta a forma a forcina, si trova nelle cellule dei tessuti come cervello, cuore, muscolo, vasi, non solo nell’uomo ma anche in diversi animali, come ad esempio i topi e i pesci. Nel cervello dell’uomo, o meglio nella corteccia cerebrale, quando il bambino diventa adulto la concentrazione di miR-29 aumenta di 30 volte. Non c’è un’altra molecola, nella corteccia cerebrale, che presenti un incremento così elevato.

“I nostri dati ci hanno suggerito che miR-29 controlla  la maturazione della corteccia cerebrale – spiega il professor Tommaso Pizzorusso (Università di Firenze) -. Inibendone l’azione abbiamo effettivamente verificato un aumento della plasticità neurale”. A questo il professor Alessandro Cellerino (Normale di Pisa) aggiunge che “una analisi molecolare approfondita condotta in collaborazione con l’Università della California a Irvine e con l’Istituto Leibniz di Jena per gli studi sull’invecchiamento ha dimostrato come i meccanismi di questa plasticità indotta siano identici a quelli che si osservano durante il periodo adolescenziale”. In altre parole riuscire a “comprendere i meccanismi che inducono la comparsa di questi freni molecolari potrebbe avere molteplici implicazioni: facilitando, ad esempio, il recupero delle funzioni cerebrali dopo traumi”. Per cercare di dimostrare la correttezza dell’ipotesi formulata i ricercatori hanno trattato dei topi adulti con una molecola che agisce da inibitore del miR-29.

Lo studio vede come responsabile sperimentale la dottoressa Debora Napoli, perfezionanda in Neuroscienze della Scuola Normale Superiore, coaudiuvata dai perfezionandi Leonardo Lupori e Sara Bagnoli. Il team di ricerca, a livello internazionale, è stato coordinato dal professor Tommaso Pizzorusso del dipartimento Neurofarba dell’Università di Firenze e dal professor Alessandro Cellerino del Laboratorio di Biologia Bio@Sns della Scuola Normale di Pisa. La ricerca ha coinvolto anche il Dipartimento di Ricerca Traslazionale dell’Università di Pisa, l’Istituto di Neuroscienze del CNR e l’Università di Leeds, ed è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista EMBO Reports.

Da Embopress.org

Foto in alto: Pixabay

 

4 Comments

  1. bah..io mi a cconterei del mio di cervello..solo mi preoccupa il corpo…ormai non sopporta piu’ i suoi 80 anni..Si puo’ fare qualcosa ‘?? lolololol

  2. ringiovanire il cervello non è il più grosso scoglio da superare, è trovarlo il cervello

  3. Se il cervello è l’organo che continua a funzionare anche dopo la morte, una volta ringiovanito cosa succederà all’individuo?

  4. hihhihihih
    Dovrebbero invece farlo invecchiare e svilupparlo sto cervello invece di farlo ringiovanire, visto i cervelli che abbiamo..
    hihihihihi

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