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A Palazzo Panciatichi (Firenze) l’europarlamentare Susanna Ceccardi ha riunito tutti i consiglieri regionali della Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia facendo il punto sulle recenti elezioni che l’hanno vista candidata alla guida della Regione. “Abbiamo ottenuto il miglior risultato della storia del centrodestra a queste elezioni regionali e finalmente c’è stata una partita contendibile. Abbiamo aperto una breccia, in quella che da sempre è stata considerata la regione più rossa d’Italia. Oggi dobbiamo ripartire da qui, dalle nostre donne e dai nostri uomini che non hanno mai smesso di portare avanti le proprie idee con coraggio e dedizione. In 5 province su 10 – ha aggiunto – la nostra coalizione ha battuto il centrosinistra. Questo significa che la nostra regione è spaccata in due e in queste aree c’è un forte bisogno di cambiamento – ha aggiunto Ceccardi – Infrastrutture, piccoli ospedali, gestione dei rifiuti, sviluppo economico, servizi pubblici essenziali. Questi sono i temi caldi su cui concentreremo la nostra opposizione nei prossimi 5 anni”. Al primo Consiglio regionale, ha annunciato Ceccardi, “presenteremo un piano per il rilancio economico della Toscana, perché le nostre imprese sono in difficoltà e meritano la massima attenzione. Il centrodestra 5 anni fa aveva 9 consiglieri, oggi ne abbiamo 14. Saranno 5 anni di impegno e passione. Con la Toscana nel cuore”.

Ceccardi ha ottenuto il 40,45%, pari a 718.725 voti, con un’affluenza alle urne che è stata pari al 62,6%. Il suo sfidante, Eugenio Giani, ha vinto le elezioni con il 48,62%, pari a 863.595 voti. La differenza, tra i due, è stata di 144.870 voti (8,17%).

Se andiamo a rivedere tutti i risultati delle vecchie elezioni regionali in Toscana, a partire dal 1995 (prima volta che i cittadini votarono indicando il presidente), troviamo che nel 2000 il candidato del centrodestra, Altero Matteoli (Alleanza Nazionale), ottenne il 40,05% (quindi meno della Ceccardi), ma in termini assoluti prese più voti: 836.001. Più alta, in quell’occasione, fu l’affluenza alle urne, pari al 74,63%. A vincere le elezioni fu Claudio Martini (centrosinistra), esponente dei Democratici di Sinistra. Ottenne 1.029.142 voti, pari al 49,30%. La differenza tra i due candidati fu di 193.141 voti (9,25%).

Sicuramente la situazione politica in Toscana oggi è molto diversa rispetto a venti anni fa, con diverse province in cui il centrodestra è maggioritario. Complessivamente, però, le forze della coalizione sono sempre al 40%. Anche se la sinistra è arretrata sotto la soglia psicologica del milione di voti. Un dato che colpisce molto è il calo vistoso della partecipazione al voto: nel 1995 fu dell’85,16%, 25 anni dopo è sceso di oltre venti punti (al 63,22%), anche se il punto più basso fu raggiunto nel 2015, con il 48,28%.

Venticinque anni di elezioni in Toscana

1995
Vannino Chiti (Pds) 50,12% – Paolo Del Debbio (Forza Italia) 36,05%. Affluenza: 85,16%

2000
Claudio Martini (Ds) 49,30%  – Altero Matteoli (An) 40,05%. Affluenza: 74,63%

2005
Claudio Martini (Ds) 57,37% – Alessandro Antichi (Forza Italia) 32,84%. Affluenza: 71,35%

2010
Enrico Rossi (Pd) 59,73% – Monica Faenzi (Pdl) 34,44%. Affluenza: 60,71%

2015
Enrico Rossi (Pd) 48,02% – Claudio Borghi (Lega) 20,02%. Affluenza: 48,28%

2020
Eugenio Giani (Pd) 48,62% – Susanna Ceccardi (Lega) 40,46%. Affluenza: 63,22%

 

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