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Reinventarsi parzialmente per tendere una mano a chi ha bisogno grazie alle proprie competenze e sviluppare frontiere inedite di business: è l’obiettivo raggiunto dalla Fabio Perini di Lucca che, in tempo di lockdown, ha concepito una variante fondamentale per una delle sue linee produttive, convertendola alla produzione di mascherine in cellulosa ecosostenibili. Risultato? Circa 1 milione di pezzi prodotti in un turno giornaliero di 8 ore: Perini, abituata a fornire soluzioni in termini di macchine ai propri clienti, distribuirà ora questa tecnologia (si tratta di un componente da assemblare su macchinari già presenti nelle aziende del distretto cartario) ai propri interlocutori, ma si presterà anche a produrre direttamente per quelle aziende già sature di lavoro, stante il picco di domanda di carta registrato in epoca Covid.

Uno scenario illustrato alcuni giorni fa dentro gli stabilimenti aziendali da Enrico Zino (responsabile marketing Perini) e Dario Giannini (responsabile della linea produttiva). “Nelle prime settimane di lockdown – tratteggia lo stato dell’arte Zino – abbiamo cercato di fare la nostra parte fornendo gratuitamente prodotti come la carta igienica o l’asciugatutto specialmente a strutture sanitarie del nord che versavano in grave difficoltà. Poi ci siamo detti che potevamo fare qualcosa di più”.

Così nasce My face roll, un vero e proprio rotolo di mascherine (ce ne sono circa 120 nella versione monostrato, la metà in quella a doppio strato equiparata alle mascherine chirurgiche, ndr): l’esperienza Perini nella produzione ad alta velocità si è declinata con tre obiettivi fondamentali, come la necessità di mantenere bassi i costi di produzione (meno di 5 cent a mascherina, ndr), la capacità di produrre numeri importanti (una macchina ne produce circa 10mila al minuto) e l’urgenza di rilasciare un prodotto ecosostenibile. “Volevamo un prodotto accessibile a tutti a livello di costi – specifica Zino – ed al contempo era necessario produrre moltissime mascherine in tempi brevi. Il terzo profilo è quello dell’ecosostenibilità: la nostra è una soluzione ad impatto zero, perché i materiali – cellulosa e bamboo – sono al cento per cento compostabili”.

I clienti di Fabio Perini possono quindi scegliere di ricevere la soluzione tecnologica – un componente da sostituire alle macchine già presenti in azienda ogniqualvolta intendano produrre mascherine, oppure possono decidere di commissionare a Perini la produzione di una quantità di mascherine da commercializzare: “Per noi è una frontiera nuova – commenta Giannini – ma non significa assolutamente che ci collochiamo sul mercato di vendita. Il nostro core business resta la fornitura di soluzione tecnologiche, ma ci mettiamo a disposizione anche per facilitare la commercializzazione dei nostri clienti verso terzi”.

La linea di mascherine a rotolo è stata concepita per le situazioni away from home: poste su comode piantane all’ingresso di ambienti chiusi ad alta densità di affollamento, possono essere prese in sicurezza grazie alla formula a strappo che evita contaminazioni di sorta. Il primo rotolo di mascherine è uscito dalla linea produttiva dopo soli 60 giorni dalla bozza dell’idea che si colloca nell’ambito di un progetto più ampio, nato per fornire supporto nei Paesi che stanno soffrendo maggiormente per il Covid19: Usa e Brasile su tutti. In queste settimane Perini sta sviluppando anche un tassello ulteriore per affinare il mosaico produttivo, aggiungendo la possibilità di decorazione e brandizzazione.

 

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