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A Lorenzana, paesino di 1200 abitanti nella campagna pisana, un sessantenne di origini napoletane è stato arrestato per usura ed estorsione. Secondo l’accusa prestava soldi applicando interessi da usura fino al 65% all’anno, e sarebbe legato alla camorra. Nel suo passato c’è anche una condanna per tentato omicidio.

L’arresto è scattato in flagranza di reato quando un imprenditore di Livorno gli ha consegnato, vicino a casa, 3mila euro in contanti. Era una “rata” per 12mila euro  avuti in prestito nel 2017. Gli uomini della Gdf, travestiti da operai dell’Enel, hanno visto la scena e, poco dopo, sono entrati in casa dell’usuraio.

Particolare curioso: il giorno stesso del blitz all’uomo era stato accreditato il primo mensile del reddito di cittadinanza. Il sessantenne, che ne aveva fatto richiesta, risultava senza un lavoro stabile. Anche se i soldi in tasca evidentemente non gli mancavano. L’imprenditore livornese aveva già restituito all’uomo 18mila euro, oltre a eseguire lavori in casa sua per un valore di 5mila euro.

Il procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini, ha sottolineato che “è uno dei pochi arresti effettuati in flagranza per il reato di usura. Un’operazione che avviene tra l’altro a seguito dell’aggravarsi della crisi economica legata alla pandemia e che sottolinea l’attenzione che stiamo mettendo per contrastare i fenomeni criminali in questo particolare momento”. Le indagini non si fermano, per cercare di scoprire se vi siano state altre vittime e capire meglio i legami che l’usuraio aveva con la camorra.

 

Foto: Guardia di Finanza

 

2 Comments

  1. Leggiamo un usuraio di origini napoletane, una condanna per tentato omicidio, sospetti legami con la camorra, un curriculum di tutto rispetto e Dio solo sa quanti altri ce ne sono in giro, mentre la magistratura si preoccupa di un politico se ferma una nave di clandestini

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