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Com’era ampiamente prevedibile l’emergenza coronavirus si è fatta sentire in modo pesante (e ancora si farà sentire) sull’economia Toscana. “Le misure di distanziamento sociale e la chiusura parziale delle attività nei mesi di marzo e di aprile – si legge in un rapporto della Banca d’Italia – hanno avuto pesanti ripercussioni sull’attività economica, con una previsione di calo del prodotto regionale superiore a quello stimato per il Paese, a causa della maggiore esposizione toscana verso i settori più coinvolti dalla sospensione dell’attività”. Effetti negativi su tutti i settori: turismo in caduta, contratti a termine non rinnovati e forte stress finanziario delle aziende. L’unico settore in controtendenza è quello sanitario, che ha visto un incremento del personale pari a 3.000 unità e un incremento del 6,5%.

Il Pil regionale dovrebbe registrare un calo di oltre il 10% nel 2020, con forti ripercussioni anche sul mondo del lavoro. Il coronavirus è stato letteralmente una mazzata che ha colpito un’economia che l’anno scorso registrava una sostanziale stagnazione, con una crescita di appena lo 0,1%.

L’export toscano, che aveva chiuso il 2019 con un incremento notevole (+15,6%), soprattutto nei comparti della moda e dei metalli, a causa del Covid-19 ha registrato flessioni soprattutto nella moda verso i paesi asiatici. Prevista una riduzione del fatturato nel primo semestre 2020 nell’ordine di un quinto nell’industria e di circa un terzo nei servizi privati non finanziari. Le imprese hanno inoltre programmato una notevole revisione al ribasso della spesa per investimenti, già su livelli storicamente contenuti, che potrebbe ulteriormente risentire dell’elevata incertezza circa l’evoluzione della pandemia. Anche le costruzioni, cresciute nel 2019, hanno fortemente risentito della pandemica.

Sul fronte del lavoro nel 2019 il numero di occupati è cresciuto dello 0,5% mentre il tasso di disoccupazione è diminuito di 0,6 punti percentuali fermandosi al 6,7%. Ad essere più colpiti, secondo l’analisi del direttore della sede fiorentina di Bankitalia, Mario Venturi, sono i servizi turistici e del tempo libero con oltre un terzo degli occupati interessati dal lockdown. A differenza di altre crisi dell’economia lo choc di quest’anno ha colpito di più il settore terziario e principalmente i comparti della ristorazione, dell’intrattenimento e dell’accoglienza, tutte attività caratterizzate da maggiore interazione sociale. Il calo del volume d’affari purtroppo proseguirà, a causa delle restrizioni ancora in parte in vigore sulla mobilità e sull’aggregazione delle persone.

Le famiglie toscane sono più povere? Secondo i dati elaborati da Bankitalia, nonostante la riduzione del valore per effetto del calo dei prezzi degli immobili, la ricchezza continua a essere superiore in rapporto al reddito disponibile (8,4) all’analogo dato nazionale (8,1). La scelta di attività più liquide o più diversificate potrebbe contribuire ad attenuare l’impatto negativo della caduta dei corsi azionari e obbligazionari registrata di recente. Il forte ricorso alle rinegoziazioni ha favorito il mercato dei mutui: dopo la lieve flessione dello scorso anno, le nuove erogazioni sono tornate a crescere nel primo trimestre del 2020 (4,2% su base annua). Rallenta il credito al consumo (dall’8,2% al 5,7 %) legato al deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro e l’inevitabile calo dei consumi.

Un altro settore che fa registrare un picco negativo nei primi mesi del 2020 è quello delle compravendite, diminuite del 12% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel 2019, inoltre, è proseguita la diminuzione del numero di imprese attive (- 0,5%): il maggior contributo alla contrazione è dato dal manifatturiero, la pelletteria, il tessile e la lavorazione del legno.

 

Foto: Pixabay

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