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Tra la quiete delle verdi colline di Montefoscoli (Pisa) nascosto dai lecci si trova un edificio storico molto interessante: è un tempio neoclassico che un medico e luminare dell’Università di Pisa, Andrea Vaccà Berlinghieri, fece costruire dedicandolo al padre Francesco, chirurgo, e alla dea Minerva Medica. Il tempio, costruito tra il 1823 e il 1826, merita sicuramente una visita perché offre notevoli spunti culturali e simbolici.

Da poco tempo al suo interno viene organizzato un “Escape Game”, un gioco di logica in cui i concorrenti, una volta rinchiusi in una stanza, devono cercare una via d’uscita risolvendo enigmi, codici, indovinelli e altri rompicapo. Ne abbiamo parlato con Erica Braccini e Sheila Giglione, socie di CdB Valdera Tuscany, che si occupa di servizi turistici e culturali volti alla promozione e alla valorizzazione del territorio, in particolare la Valdera e le colline pisane.

Come nasce il gioco?
Come società abbiamo un accordo con la proprietà per la valorizzazione del tempio. L’idea che ci ha mosso è stata quella di offrire un’attività ludica che rimandasse al ricco background culturale, partendo dalla storia di Andrea Vaccà Berlinghieri, che fece realizzare il tempio. Di Escape Room ce ne sono tanti, questo però è diverso, in primis per il luogo, poi per la storia, che si basa su personaggi realmente esistiti.

Oltre a questo gioco di cosa vi occupate?
CdB Valdera Tuscany nasce con l’idea di valorizzare il territorio. Non siamo tour operator, svolgiamo servizi. Tra questi, ad esempio, ci è stato affidato l’ufficio turistico del Comune di Palaia (Pisa). Ma ci occupiamo anche di altre cose: ad esempio abbiamo organizzato un corso di inglese di sopravvivenza o un altro di packaging. Abbiamo messo insieme capacità personali diverse (Erica è archeologa, Sheila è arredatrice, ndr) e cerchiamo di lavorare soprattutto con il turismo, attorno al quale gravitano numerose attività. Un’altra cosa che facciamo è la scrittura di testi per i depliant, i siti internet o altre necessità.

Per chi non lo conoscesse, che ci dite sul tempio?
Intorno al tempio ci sono varie interpretazioni. Noi lo facciamo visitare, spiegando le caratteristiche più importanti. Conoscendo la famiglia degli eredi e avendo capito quale era la filosofia del tempo in cui fu costruito, cerchiamo di offrire una lettura a 360 gradi, che non comprende solo la sfera massonica ed esoterica. Anche perché il tempio ha una storia che va oltre le motivazioni iniziali che lo videro nascere. Per un periodo addirittura fu adibito anche a fienile.

Come si svolge il gioco?
La tematica è legata alla storia del tempio e alla famiglia. Si parla del desiderio di Vaccà Berlinghieri di rivelare un segreto alla moglie, che lei deve cercare per poi divulgarlo. Lo scopo, a differenza di tanti Escape Room, non è solo quello di uscire da una stanza (in questo caso dal tempio), ma anche di capire il motivo per cui Andrea ha lasciato quella lettera alla moglie. Il gioco ha una morale… una volta terminato c’è un dopo che va a coronare l’esperienza che si è fatta.

C’è da avere paura?
No, assolutamente.

Non ci sono fantasmi?
Qualcuno crede che vi siano delle presenze, ma il tempio non è un luogo di per sé pauroso. Diciamo che, per chi vi crede, si tratta di presenze illuminate.

Il gioco a chi si rivolge?
A famiglie, bambini compresi, ed anche a gruppi di amici. È rivolto anche ai dipendenti di aziende che, attraverso questa esperienza, vogliano sviluppare il “team building”. Oltre all’aspetto ludico, infatti, l’escape room è considerato molto importante per imparare a fare squadra. Si impara a collaborare con gli altri. Insomma, è un gioco che non può essere fatto dai singoli, si fa insieme agli altri.

Numero di partecipanti consigliato?
Da due a otto persone. Diciamo che il miglior godimento si ha con sei partecipanti, tenendo conto anche delle regole attuali sul distanziamento sociale.

Da sinistra: Sheila Giglione ed Erica Braccini

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