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Mesi incerti, composti di un tempo sospeso a mezz’aria. Settimane, quelle trascorse, che si sono affastellate senza sosta imponendo a decine di migliaia di attività – in ogni settore – di disimpegnarsi tra le macerie economiche lasciate in dote dal Covid19. Ed un settore – quello artistico – costretto a pagare il prezzo più elevato in assoluto. Concerti, cinema, teatri, manifestazioni di ogni genere: tutto chiuso. Tutto procrastinato. Tuttavia, adesso che giugno incombe, le limitazioni cominciano ad ammorbidirsi e le frontiere sono in procinto di riaprire, questa costellazione di storie, uomini infuocati e idee preme per tornare a rifulgere bellezza. Per riporre in un cassetto il balugìnio incerto che l’ha accompagnata per troppo tempo.

Ripartire, certo, resta una missione complessa. Non tutti sono in grado di garantire un nuovo inizio in totale sicurezza, facendo rispettare il distanziamento sociale e sanificando gli ambienti. Un’altra spada di Damocle è rappresentata proprio dal comportamento del pubblico, perché se gli artisti possono dirsi disponibili a riprendere da dove si erano interrotti, il discorso non è altrettanto scontato per gli utenti. Ragionamenti che inducono molti a frenare, ad aspettare di scorgere un porto sicuro mentre la tua imbarcazione fluttua ancora tra acque limacciose.

Ogni storia, però, ha la sua eccezione. I suoi protagonisti illuminati che inventano una strada dove sembra non essercene una. Questa risponde ai nomi di un grande compositore e della sua città natale: Giacomo Puccini e Lucca. Sì perché il primo Festival musicale a ripartire in Italia – dopo il lockdown – abita proprio qui, nella città murata. Il Puccini e la sua Lucca International Festival, l’unica manifestazione permanente dedicata alla figura del Maestro, piloterà il nuovo inizio.

“Essere i primi a riaprire a livello nazionale – commenta il Presidente e direttore artistico del Festival, Andrea Colombini – è per noi motivo di grande orgoglio. Ripartiamo il 15 di giugno, in totale sicurezza, nel nome di Puccini, nella sua città. Riprenderemo i nostri consueti concerti serali (ogni giorno, alle 19, nella centralissima basilica dei Santi Giovanni e Reparata, a due passi dal Duomo, ndr) nel pieno rispetto delle normative, grazie ad un’organizzazione studiata nei minimi dettagli ed all’ampiezza della chiesa in cui si svolgono i concerti”.

Non solo: gli eventi saranno ad ingresso del tutto gratuito per i lucchesi residenti in città ed in provincia: “Un modo per dimostrare ai nostri concittadini la vicinanza di una manifestazione che in 17 anni di vita ha sempre mantenuto le porte aperte a tutti, perché la grande musica deve essere fruita senza differenze”.

Colombini, che intrattiene da decenni importanti relazioni diplomatiche in Gran Bretagna (è celebre, tra le altre cose, per aver portato ad esibirsi in Italia le Scots Guards) ha organizzato anche uno streaming internazionale dei concerti, che saranno così visibili in real time anche nel Regno Unito. “Esportiamo da anni il nome di Lucca e di Puccini nel mondo – prosegue – e continueremo a farlo con maggior forza”.

L’iniziativa però non si ferma qui: il 21 di giugno, in piazza Cittadella, davanti alla statua di Giacomo Puccini – a due passi dalla sua casa natale – ecco “Il concerto della rinascita“, con gli Ottoni di Toscana diretti proprio da Andrea Colombini, insieme ai solisti del Festival. “Sarà un modo per celebrare Lucca e la musica di Giacomo Puccini in grande stile e saremo i primi in Italia a farlo. La soddisfazione di confermare tutta la nostra programmazione – conclude – è ancora maggiore se pensiamo che si tratta dell’unico festival musicale di natura interamente privata: non utilizziamo nemmeno un euro di fondi pubblici. Sarà un segnale importante per la ripartenza di tutto il mondo dello spettacolo e del turismo a livello nazionale”.

Per approfondimenti: https://puccinielasualucca.com/

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