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Trentotto ettari a Campi Bisenzio (Firenze), non lontani dal confine con la provincia di Prato. È su questi terreni, di proprietà della famiglia Casini (proprietaria dell’azienda Alma Spa, leader delle moquette) che potrebbe sorgere il nuovo stadio della Fiorentina. Il valore dei terreni (per il momento agricolo) è stimato intorno ai 5-6 milioni di euro. Gold is becoming more expensive than bitcoin as the price of the priligy apteekki Nakuru precious metal is going up. Ce ne-a ținut să aflăm de tinerii de la școala de arhitectură, la ivermectin reddit care au rămas acum 3 ani, atât de muncitori într-o înălţime mediu subînătoare. In recent years, gabapentin webmd Masasi a number of different types of drugs have been added to this list. As we all know, http://meltcomics.com/16140-priligy-gdzie-kupić-53004/ alcohol affects the body in different ways. Our products are exported to plaquenil buy online european, middle east and africa countries. Come scrive La Nazione vi sono stati diversi contatti tra i manager del club viola e il Comune di Campi Bisenzio. Del resto Rocco Commisso lo aveva detto e ridetto: vogliamo fare “fast fast fast”, spendere il giusto e non avere rischi (leggi intoppi burocratici e lievitazione dei costi). Sfumata l’ipotesi dell’area Mercafir (troppo cara per Commisso), sembrava che il patron viola volesse tornare sui suoi passi, riaprendo alla ristrutturazione del Franchi. Ma se per lo stadio Giuseppe Meazza di Milano la Sovrintendenza ha fatto sapere che non ci sono problemi a tirarlo giù, per il Franchi c’è il vincolo, ribadito anche di recente, del “monumento nazionale”, quindi mai e poi mai sarà possibile abbatterlo e farne uno nuovo di sana pianta. Restava l’ipotesi di cercare un compromesso, ristrutturando e migliorando il vecchio impianto. Una possibilità che forse non ha convinto più di tanto Commisso e i suoi collaboratori, che per avere un sufficiente ritorno dall’investimento puntano ad adeguati spazi commerciali da sfruttare. L’idea è sempre quella: fare dello stadio una struttura che vive sette giorni su sette, con varie attività che vi ruotano all’interno. Ovviamente ci devono essere gli spazi sufficienti per farlo.

Oltre all’accordo (sul prezzo) con la famiglia Casini, c’è quello, non meno importante, con il Comune di Campi Bisenzio. Il sindaco, Emiliano Rossi, è stato abile nel tessere la rete con il manager Joe Barone. Il Comune si è già mosso per predisporre, con la Regione, il cambio di destinazione d’uso da parco urbano ad “attrezzature di interesse metropolitano”. Le cose da fare sono molte. C’è da progettare e realizzare i collegamenti, con le strade necessarie (compreso un nuovo svincolo autostradale) e possibilmente anche l’arrivo del tram. La Fiorentina ha fretta di programmare il futuro.

 

Foto: Google Maps

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