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A Livorno ci sono rimasti di stucco. L’imprenditore olandese di origini libanesi che avrebbe dovuto acquistare la squadra di calcio amaranto è finito nei guai. La polizia olandese non ha ancora confermato né smentito ma c’è stata una grossa operazione per riciclaggio di denaro che ha portato all’arresto di quattro persone e al sequestro di auto e orologi di lusso. Una delle persone finite in manette potrebbe essere proprio lui, Majd Yousif. Mancano ancora i nomi degli arrestati, perché le indagini sono ancora in corso, ma c’è un dettaglio che fa pensare a lui: si parla di due persone di 50 e 55 anni, un uomo e una donna, residenti nella cittadina olandese di Papendrecht. Yousif e la moglie risiedono lì e hanno proprio quell’età. La polizia si è recata anche ad Alblasserdam, dove si trova la sede di Share’ngo (di Yousif), e a Sliedrecht, dove la moglie dell’imprenditore ha uno studio dentistico.

Quei contatti misteriosi

Yousif era arrivato a Livorno accreditato dal sindaco, Luca Salvetti, che si era speso in prima persona affinché la società di calcio di proprietà della famiglia Spinelli passasse di mano. Si sapeva che l’imprenditore olandese, che è anche medico, aveva svariate attività, ma tutti (noi compresi) ci eravamo soffermati su quella che sembrava la più importante, legata al mondo del car sharing, con le macchinine elettriche di Share’ngo. Indagando sul suo passato, come ha fatto oggi il Tirreno, si scoprono diverse triangolazioni interessanti. Parlava di interessi in Cina, Mongolia e Marocco. Sui dettagli si conosce poco, l’unico certo è la nomina a console onorario in Belgio, per conto della Mongolia. Diceva di disporre di una riserva enorme di litio (fondamentale per le batterie). Forse era soprattutto in questo campo che aveva fiutato il business, molto più del car sharing.

Il commento del sindaco di Livorno

“La notizia di una indagine che coinvolge Majd è di quelle che lasciano basiti”, dice al Tirreno il sindaco di Livorno Salvetti, che conferma il ruolo avuto come intermediario con la proprietà del club amaranto. “Dopo il mio primo contatto con Yousif che chiedeva di incontrare Spinelli, dopo l’incontro di Genova, a cui ho presenziato, tengo a precisare, su richiesta esplicita delle parti e dopo quattro mesi di trattativa tra la famiglia Spinelli e l’imprenditore libanese, dover commentare una situazione del genere è francamente difficile… È chiaro che la città di Livorno e gli appassionati tifosi amaranto non hanno assolutamente bisogno di soggetti interessati al subentro societario che non siano assolutamente trasparenti e liberi da ogni coinvolgimento giudiziario”.

In attesa di conoscere gli sviluppi di questa vicenda, tornano in mente diversi personaggi “strani” che in passato sono transitati nel mondo del calcio professionistico, dai finanzieri con fantomatici contatti nei paesi del Golfo a imprenditori più o meno improvvisati e misteriosi. L’attenzione delle istituzioni che governano il calcio deve essere sempre altissima, perché il rischio di mettere in mano i club in crisi a persone non affidabili è sempre elevato. E i tifosi di molte gloriose squadre italiane ne sanno qualcosa.

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