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Il consigliere comunale Alessandro Draghi (FdI) con alcuni consiglieri di quartiere del suo stesso partito ha occupato simbolicamente Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze, per protestare contro l’amministrazione.

“Da giorni, nell’indifferenza di Dario Nardella ed Enrico Rossi, si moltiplicano le proteste di piazza. Al centro, ci sono le sacrosante richieste della Firenze che lavora e che pretende risposte: come e quando riapriranno le attività economiche, che cosa faranno coloro che non hanno ricevuto il bonus da 600 euro, quale futuro attende le società sportive, i bar e la ristorazione, i parrucchieri e gli estetisti, gli ambulanti e i mercati rionali, le strutture ricettive e le tante imprese in difficoltà”.

“Di fronte all’ipotesi di un crollo economico della nostra città, pretendiamo che il sindaco e il presidente della Regione ascoltino le rivendicazioni delle categorie. Occorrono, al più presto, delle risposte serie. In ballo ci sono la vita, la dignità e il futuro di migliaia di famiglie, che rischiano di finire sul lastrico a causa dell’immobilismo istituzionale. Per questo – prosegue Draghi, capogruppo al Comune – passeremo la notte a Palazzo Vecchio, lanciando un appello all’Amministrazione cittadina – sorda dinanzi alle proteste di questi giorni – e chiedendole un incontro immediato, che possa portare le giuste rivendicazioni dei lavoratori nell’agenda politica dei prossimi giorni”, dichiarano in una nota tutti gli eletti di Fratelli d’Italia”.

Intanto anche il sindaco Dario Nardella (Pd) incalza il presidente Rossi, chiedendo date certe per le riaperture: “Il 18 maggio chi apre?”, scrive su Facebook. “A Firenze siamo in una condizione di relativa sicurezza, ieri solo due contagi. Per questo abbiamo bisogno di risposte chiare dalla Regione Toscana sulla riapertura. Per scongiurare la crisi economica e sociale, per aiutare cittadini e imprese a ripartire”.

Poco dopo, sempre su Facebook, arriva la risposta di Enrico Rossi: “Cresce la sindrome del tutto e subito. È comprensibile ma è pericoloso perché può provocare molti danni non solo alla salute ma anche all’economia. Riaprire e poi dover tornare indietro non aiuterebbe nessuno. Io resto della mia opinione: occorre riaprire tutto con gradualità”.

 

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