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La voglia di mare e di vacanze è forte, anche se per molti sarà un’estate difficile per colpa del coronavirus. Si cerca di salvare il salvabile, per regalare un minimo di svago ai cittadini, con le dovute cautele per scongiurare la ripresa dei contagi, ma anche per cercare di dare un po’ di fiato alle imprese balneari. Ma il mare sarà alla portata di tutti? Stiamo parlando di costi, ovviamente, viste le enormi difficoltà degli imprenditori e le regole sul distanziamento che obbligheranno a ridurre il numero di clienti sulle spiagge. Il consiglio regionale della Toscana ha approvato un ordine del giorno presentato dalla consigliera Irene Galletti (M5S), che chiede prezzi calmierati negli stabilimenti e fondi per migliorare i servizi sulle spiagge libere.

“L’approvazione di questo mio atto in Consiglio regionale – commenta Galletti – è un risultato concreto che consentirà a molte famiglie toscane di poter trascorrere le ferie negli stabilimenti balneari della nostra regione a prezzi ridotti. Una proposta che si aggiunge al bonus vacanze di 500 euro, che sarà stanziato a breve dal Governo.

Galletti, che è anche candidata M5S alla presidenza della Regione Toscana, spiega che “con l’approvazione di questo Ordine del giorno la Giunta si impegna formalmente affinché i gestori degli stabilimenti balneari prevedano sistemi di riserve posti e di prenotazioni a prezzi calmierati per i nuclei familiari meno abbienti, con particolare tutela per le famiglie con figli minorenni, le persone con disabilità e gli over 70. Quest’anno è giusto pensare meno al profitto e maggiormente al valore sociale di quel turismo che ci sarà permesso di fare, un atto doveroso date le aumentate ristrettezze economiche di molti nuclei familiari. Alla luce della proroga delle concessioni fino al 2033 ottenuta dal governo nazionale, direi che è una contropartita assolutamente ragionevole”.

“Oltre a questo – sottolinea Galletti – ho chiesto fondi adeguati da destinare ai Comuni costieri per consentire una gestione unicamente pubblica delle spiagge libere, in collaborazione con le associazioni volontarie di salvamento presenti nella Regione. Si deve garantire agli utenti un adeguato servizio di sorveglianza per il rispetto delle normative anticontagio, compresa la sanificazione delle eventuali strutture e pertinenze (docce, bagni, pedane etc.), ma anche un adeguato servizio di salvamento e pulizia della spiaggia. Le spiagge libere ormai sono fazzoletti di sabbia circondati da arenili nelle mani dei privati, pretendere che questi pochi spazi siano accoglienti e sicuri per i bagnanti è il minimo che si possa chiedere, e la Regione deve avere l’obbligo di aiutare i Comuni su questo con finanziamenti strutturali”.

Occorrerà davvero un grande sforzo (di risorse ma anche di inventiva, non solo imprenditoriale) per evitare che il mare, una risorsa per tutti, diventi una meta accessibile solo ai ricchi.

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