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Giuseppe Capuano

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ci ha informati che la fase 1 di questa risposta alla terribile epidemia che ci costringe in casa ormai da più di 50 giorni terminerà il 4 maggio prossimo. Dunque l’hashtag di questa prima fase, #iorestoacasa, presto diventerà storia. Ce lo hanno riproposto migliaia di volte attori, registi, cantanti, politici, amici, e chi più ne ha più ne metta, in tutte le forme possibili e con tutti i mezzi comunicativi possibili. È diventato un mantra. In meditazione un mantra produce una vibrazione, e cosa c’è di più “vibratorio” e “vibrante” di una musica? Abbiamo così assistito a numerose maratone musicali on-line, quasi sempre con l’intento della raccolta fondi; qualcuna, più generica, con gli artisti più famosi, qualcun’altra più a tema o legata a generi musicali. Soprattutto ci siamo scambiati freneticamente video di esibizioni, semplici post lanciati in diretta o filmati un po’ più complessi, assemblati da qualche volenteroso. Video che nei momenti di massima “tensione” ci hanno fatto anche piangere o sorridere, ma la cui forza è stata quella di tenerci uniti “emotivamente”, perché la musica è sostanzialmente emozione e arriva a tutti.

E proprio al termine di questa prima fase ho notizia di un altro evento musicale in programma dal 28 al 30 Aprile. Si chiama: “C’È MUSICA IN CASA – 100 PALCHI APERTI PER EMERGENCY”. In tutta Italia, oltre 100 musicisti saranno in diretta streaming da casa loro sulle piattaforme Facebook, Instagram e Youtube per una tre giorni musicale a favore delle attività della famosa ONG. Obiettivi? Ascoltare buona musica e sostenere il lavoro di Emergency, sia nel contrasto alla diffusione del COVID 19 che nei suoi vari progetti in altre parti del mondo. Emergency è impegnata in Lombardia a Milano, a Bergamo e a Brescia, e sta tenendo i contatti anche con le autorità di alcune altre regioni per capire le necessità di altri interventi. Ha messo a disposizione delle autorità sanitarie le competenze maturate in Sierra Leone nel 2014 e 2015 di gestione dei malati durante l’epidemia di Ebola. A Bergamo, una delle province più colpite dal coronavirus, un team medico e logistico gestisce un reparto di Terapia Intensiva da 12 posti letto presso il presidio ospedaliero in Fiera dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. L’équipe logistica e tecnica ha anche partecipato alla progettazione e all’allestimento di questo nuovo presidio in Fiera, in sinergia con circa 300 volontari tra artigiani, Alpini e della Protezione Civile Ana. A Brescia sta lavorando con la Direzione Sanitaria dell’ospedale per proteggere il personale sanitario e l’ospedale dal contagio. A Milano, in collaborazione con il Comune, ha attivato un servizio per le richieste di trasporto di beni (alimentari, farmaci o altri beni di prima necessità) per gli over 65, per coloro a cui è stata ordinata la quarantena e per le persone fragili a rischio movimento. Inoltre ha attivato centri di monitoraggio per i senza fissa dimora, nelle strutture per minori stranieri non accompagnati, negli ex SPRAR e in alcuni campi rom.

Continuano inoltre le attività dei laboratori, fissi e mobili, in altre zone d’Italia che permettono di individuare pazienti con sintomi compatibili con il virus, di informarli e indirizzarli ai servizi competenti. I mediatori hanno anche registrato dei brevi video in diverse lingue, per dare informazioni atte a prevenire il contagio. Continuano poi i progetti in altre parti del mondo, sia con le attività consuete che con l’attivazione di protocolli specifici per prepararsi all’arrivo del virus e limitarne l’espansione. Tutto ciò tenendo conto che spesso, in quei paesi, Emergency è l’unico presidio sanitario di una certa efficacia.

Ma torniamo all’evento musicale che è basato su una formula semplice. Gli artisti si propongono ai loro sostenitori sui loro canali social, hanno a disposizione una ventina di minuti per una loro performance artistica, in diretta o video registrata, e invitano a sostenere l’associazione, condividendo una breve introduzione e alcuni link utili per la donazione, per la conoscenza delle attività, per la possibilità di svolgere del volontariato. Emergency, tramite i gruppi territoriali, si occupa, nei suoi canali e nei vari media, della condivisione ulteriore dell’iniziativa e della sua “time line”. Chi vuole potrà conoscere la lista degli artisti e il programma al seguente link: https://eventi.emergency.it/musica-a-casa/ o nella pagina eventi di Emergency, in continuo aggiornamento. Oppure, meglio perché sicuramente più aggiornate, sulle pagine social dei gruppi territoriali. Per la Toscana ci sarà un programma e una lista unica consultabile sulle pagine FB dei vari gruppi. I 100 palchi programmati vanno moltiplicati circa per quattro.

La Toscana fa un’ottima figura con una trentina di artisti sui palchi virtuali. Ecco i loro nomi: Blindur, Gioconda Dragoni, Le Rose e il Deserto, Emanuela Gabrieli, Nanetti e Renata Lacko, Mulopulos, Sara dei Vetri, Marcello Faneschi, Effenberg, Francesco Salvadore e Maria Piscopo, The Stranger Flowers, Francesca Cataoli, Neri Corsini, SuRealistas, Stefano Giannotti, Atema, TerrAccutizZ, Claudio Bonechi, Jam Academy, Vincanto, Sara dei Vetri, Fabio Meini, Le Rose e il Deserto, Matteo Caldari, Di terra in terra, Angelo Petraglia, De’ Soda Sister, Formiche dell’orto, Carmine Torchia, Betta Blues.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti musicali, dal popolare al jazz, e per tutte le età. La formula della gestione diretta ai territori si è dimostrata vincente, tanti nomi, spesso poco conosciuti ma con un legame stretto con il territorio, vera linfa vitale per la musica. Un addio in musica dunque alla fase 1 che ci lascia ma attenzione, nemmeno nella fase 2 la musica sarà veramente sdoganata perché ancora non sono previste possibilità di raggruppamenti e la musica, si sa, è corporalità, frequentazione, adrenalina in circolo e sparsa a piene mani. Aspettiamo perciò la fase K (con K intero non programmabile al momento) per riconciliarci veramente con i nostri artisti preferiti e gustiamoci in questi giorni le loro “copie virtuali”.

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