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Passo indietro della Fiorentina sul nuovo stadio nell’area Mercafir. Questa volta non sono voci, è ufficiale. La società di Rocco Commisso fa sapere che non parteciperà al bando aperto dal Comune di Firenze per l’acquisto dei terreni. L’annuncio è stato dato con una lettera aperta alla “famiglia viola” scritta dal proprietario del club gigliato, pubblicata sul sito della Fiorentina. “Annunciamo oggi a malincuore che la Fiorentina non parteciperà alla gara pubblica per la Mercafir con scadenza prevista per il 7 aprile 2020. Dopo un’attenta valutazione delle particolari condizioni finanziarie e contrattuali della gara pubblica d’appalto per la Mercafir, resi pubblici a febbraio 2020, nonché dei rischi inerenti, la Fiorentina ritiene che nessuna delle tre condizioni chieste, tempistiche rapide per le approvazioni regolamentari riguardanti lo stadio e fine dei lavori prevista entro settembre 2023; costi ragionevoli per l’acquisto e lo sviluppo del sito, da mantenere tali anche dopo il completamento dello Stadio e controllo totale da parte della Fiorentina del progetto di costruzione e della gestione dello Stadio dopo il suo completamento, sia stata soddisfatta”.

Commisso prosegue sottolineando che “per poter affermarsi e competere ai massimi livelli, la Fiorentina necessita di un complesso con un nuovo stadio che possa garantire alla nostra Famiglia Viola non solo la migliore esperienza nel vedere una partita e servizi all’avanguardia, ma aumenterà al contempo le fonti di ricavo, di cui il nostro club ha disperatamente bisogno per poter crescere sia in Italia sia nel palcoscenico europeo. Considerate le radici fiorentine del club e il fatto che un impianto ristrutturato o completamente nuovo porterebbe alla creazione di posti di lavoro e alla nascita di nuove attività economiche, senza considerare i benefici intangibili che verrebbero generati a favore della comunità, desidero fortemente che il nostro stadio sia situato all’interno della città di Firenze, o almeno all’interno dell’area metropolitana fiorentina”.

Dopo aver fatto una carezza agli amministratori locali (“apprezziamo fortemente gli sforzi profusi dal sindaco Dario Nardella e dai funzionari locali relativamente al progetto Mercafir”), Commisso fa sapere che apprezzerebbe che le istituzioni si dimostrassero “più collaborative e flessibili, che ci forniscano ulteriori opzioni circa le aree di costruzione dell’impianto, e necessitiamo anche che siano in grado di prendere decisioni molto più rapidamente di quanto non sia stato fatto sino ad oggi se vogliamo completare la costruzione del nuovo stadio in tempi ragionevoli”.

Dopo aver sottolineato che il Sovraintendente ai Beni culturali del comune di Firenze ha respinto la sua idea di restyling del vecchio stadio Franchì, Commisso lancia un appello: “Invitiamo tutti i leader e le Istituzioni politiche, normative e sportive, della città di Firenze, delle città vicine, della Regione Toscana e di Roma, ad aiutare la Fiorentina a raggiungere l’obiettivo di costruire un nuovo stadio in tempi rapidi, a un costo ragionevole e in maniera tale che il nostro club possa esercitare un legittimo e maggiore controllo sul proprio futuro. Tale contributo potrebbe prevedere la revisione o la reinterpretazione della legge sui monumenti, al fine di garantire maggiore flessibilità nel caso di uno stadio costruito 90 anni fa, a maggior ragione qualora la ristrutturazione ne preservi le principali peculiarità architettoniche (purtroppo, è un problema riscontrato anche nel caso di altri impianti sportivi italiani fatiscenti, lasciati in abbandono perché è impossibile donare loro nuova vita)”.

In attesa di conoscere la risposta di Nardella, c’è da sottolineare che il primo cittadino si era speso molto per questa operazione, anche se di recente non aveva voluto commentare le perplessità già sollevare da Commisso.

Jacopo Cellai, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Vecchio, non risparmia critiche al Comune. “Purtroppo, ci dispiace dirlo, ma come avevamo detto in origine l’opzione Mercafir per lo stadio della Fiorentina non stava in piedi anche se Nardella ci si è intestardito e ha fallito. Nessun imprenditore avrebbe mai accettato un’area come quella con incognite pesanti sulla tempistica, sul trasferimento dei grossisti, sulle condizioni ambientali e delle strutture. Ci aspettiamo inoltre, come lo stesso sindaco aveva assicurato, un intervento per riqualificare l’area mercatale che abbiamo il dovere di tutelare e far sviluppare, anche senza il nuovo stadio. Vista la richiesta del presidente Commisso di mettere in mano alla legge sui monumenti storici, come il Franchi, chiederemo ai nostri rappresentanti in Parlamento di agire anche se siamo ancora in attesa dei colloqui tra Nardella e Franceschini, che da quanto sembra, fino ad oggi non hanno prodotto esiti”.

Durissima anche la critica di Federico Bussolin, capogruppo della Lega a Palazzo Vecchio: “La lettera alla Famiglia Viola del presidente Commisso concretizza quanto dicevamo da tempo: Mercafir era ed è una fregatura per il nuovo Stadio, assurdo che Nardella sia stato così cieco e sordo da non sentir ragioni. Non solo quindi l’amministrazione ha fallito, ma ha rimediato pure una figuraccia. Accogliamo l’appello del presidente Commisso e rendiamo la Lega disponibile da subito per dare un futuro certo per la nostra squadra”.

Foto: Facebook

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