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La denuncia di alcuni studenti di un liceo di Pisa finisce sul tavolo del ministro dell’Istruzione. Ma vediamo subito cosa è acceduto. La scuola in questione è il Liceo Classico Galilei di via Benedetto Croce, nel pieno centro di Pisa. Quelle che seguono sono alcune frasi che alcuni docenti avrebbero rivolto in classe agli studenti: “Sei stolta e stupida”. “Rincoglionita. Forse rincoglionita non si dice al tuo Paese?” (frase rivolta a una ragazza straniera). “Parlate peggio dei peggiori scaricatori di porto” (rivolto a studenti provenienti dal Sud Italia). “Se un ragazzo ubriaco ti baciasse, la mattina dopo penserebbe di aver baciato una ringhiera” (la ragazza oggetto di questa “carineria” porta l’apparecchio ai denti). Potrebbero essere viste come battute, ma in alcuni casi sfociano nel vero e proprio insulto, ancor più grave visto che proviene da adulti e per giunta docenti. Insomma, non sono solo frasi tra ragazzi. Stufi di sopportare questo clima sempre più pesante gli studenti si sono riuniti in assemblea e, dopo una discussione, hanno buttato giù un documento-denuncia, presentandolo alla dirigente scolastica, Gabriella Giuliano.

Secondo quanto scrive il Tirreno gli episodi denunciati si sarebbero verificati nell’ultimo anno, vedendo coinvolti almeno quattro professori. Davvero gravi frasi come queste: “Hai solo due neuroni che però non si incontrano e quindi non ti permettono di ragionare”. “Le donne devono stare a casa”. “Non realizzerete mai nulla nella vita”. Davvero un clima da caserma, per usare un eufemismo un po’ démodé, visto e considerato che ormai certi linguaggi non si usano più neanche nelle caserme, dove il nonnismo fortunatamente è stato messo all’indice. Gli studenti hanno contestato anche alcune scelte didattiche, quali ad esempio la decisione di non soffermarsi sulla Rivoluzione industriale considerata “un’invenzione, conseguenza della rivoluzione scientifica”.

In attesa di sviluppi, si registra la netta presa di posizione sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro (Leu): “Bisogna avere il coraggio di ammetterlo – scrive su Facebook – in alcune, seppur rare occasioni, accade che il bullismo e il sessismo è agito dai docenti in classe. Ciò che denunciano gli studenti del liceo classico Galilei di Pisa, e ripreso dalla stampa locale è dunque un fatto gravissimo che va preso molto sul serio. Bene ha fatto la dirigente scolastica ad aprire un’istruttoria, ma soprattutto hanno fatto bene i ragazzi che hanno usato le forme della partecipazione studentesca per esprimere il loro disagio. I diritti degli studenti, la loro partecipazione alla comunità scolastica e il loro protagonismo sono e devono restare il primo dei pilastri su cui basare il processo di miglioramento della scuola italiana”.

3 Comments

  1. Dora Cercenelli Reply

    In merito all’ articolo Bullismo dei docenti.
    Vorrei rispondere diversamente.
    Questi ragazzi come si comportano nei confronti dei loro insegnanti?
    Ascoltano come studenti o si fanno gli affari propi?portano i compiti svolti?lavoro che svolge l’insegnante?
    O fanno i Superiori ai loro insegnanti?
    Uno poi è costretto a dire certe cose si chiama autodifesa!!!!

    Continuaniamo a viziare una popolazione di falsi ipocriti invece di insegnare il rispetto dell’adulto e non solo il.concetto di Rispetto.
    Avrà avuto le sue buone ragioni un insegnante a dire certe cose a uno studente che sa manipolare a questo punto delle cose.
    Bisogna vedere le cose attentamente.
    Consiglio di vedere l’ultimo.pinocchio di questo natale,la scena in cui Pinocchio va dal giudice e il giudice lo punisce per la sua onestà dice molto dall’Italia.
    Dora Cercenelli

    • Sono capitato sotto questo articolo per caso e non sono neanche uno studente del classico ma lei si rende conto di quello che sta dicendo? ha letto almeno il documento in questione? le sembra giusto che una carenza didattica come “non aver fatto i compiti” giustifichi offese quali “ti vedo bene a fare la cassiera alla coop” o “se dici un’altra volta una cosa del genere ti sculaccio bene bene”?
      Essere adulti non significa che automaticamente il rispetto sia dovuto, anzi, per gli adulti come lei provo soltanto pena e ribrezzo.
      Lei dovrebbe vergognarsi, non degli studenti che si schierano contro un ambiente malsano e controproducente che, invece di dare un’adeguata formazione, punta a demoralizzare ed abbattere un adolescente.

  2. Sono una docente di lettere e, pur ritenendo di dover valutare con molta cautela il caso in questione, non escludo possa essere vero dal momento che certe dinamiche razziste, ai tempi del liceo, le ho subite in prima persona: avevo una docente di lettere che non faceva altro che mettermi alla berlina per la mia provenienza geografica legittimando le prese in giro dei miei compagni.
    Oggi la ringrazio perché mi ha insegnato COME NON DEVO COMPORTARMI.
    Il liceo classico dovrebbe finalmente uscire dalla sua tradizionale mentalità elitaria, siamo nel 2020!!!

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