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Mi manda un messaggio per avvertirmi che la situazione è cambiata e che bisogna rivedere alcune cose dell’intervista che abbiamo fatto nel pomeriggio. Le rispondo e restiamo d’accordo di risentirci a breve. L’indomani mattina Bice Del Giudice mi spiega subito cosa è accaduto: “Con la mia lista, ‘Per Voi’, affiancherò la candidatura di Michelangelo Betti come sindaco di Cascina. La posta in gioco, la riconquista del Comune, è troppo alta ed è più importante di tutto il resto. Ho sempre detto che avrei lasciato la porta aperta al dialogo con le altre forze del centrosinistra e questa ne è la conferma. Tengo a precisare che l’interlocuzione era iniziata mesi fa”.

Nata a Napoli il 4 maggio 1976, Del Giudice è laureata in Giurispudenza e svolge la professione di avvocato civilista. Dal 2005 vive a Cascina, dopo essersi sposata con un cascinese (Simone Barsotti). Non ha figli. In questa intervista proviamo a chiederle come vede Cascina e che città che ha in mente.

Proviamo a fare un gioco. Che Cascina vorrebbe nel 2030 dopo due mandati della vostra amministrazione?
Vorrei che fosse una città bella, dove le persone sceglieranno di vivere perché culturalmente vivace, un salotto in ogni suo angolo. Una città libera, dove chiunque possa portare il proprio contributo sociale, economico e culturale. Che possa essere teatro, perché no, di un Festival della Cultura. I cascinesi saranno felici di vedere il Corso attraversato non dalle auto, come si è detto spesso in questi anni come ipotesi per rivitalizzare il centro, ma dai trolley dei turisti, che sceglieranno di venire qui non solo per le bellezze che offriamo ma perché siamo in una posizione strategica, vicini a tutto. Cascina sarà una città finalmente bella!

A quali valori ispira la sua azione e cosa ritiene sia più importante quando uno decide di impegnarsi in politica?
Sono un’ex allieva dei Salesiani e per me i valori cristiani sono alla base di tutto. Detto questo trovo sia necessario che a contraddistinguere la politica sia il senso di responsabilità. Se mi chiede di riassumere brevemente cosa è fondamentale per un politico le rispondo così: coraggio, senso di responsabilità, passione e sincerità.

Quando ha iniziato a fare politica?
Non ho mai fatto politica prima di oggi, ma ne sono sempre stata molto attratta, certa come sono che abbia il merito grandioso di farti sentire parte di qualcosa che è molto più grande della tua stessa vita. Fare politica è un dovere civico che impone a chi ha dei talenti di offrirli alla propria città. Parliamo di talenti come la competenza, onestà o anche solo del il semplice coraggio di mettersi a disposizione degli altri.

Mi può dire un difetto della sua parte politica? E il pregio più grande?
Trovo che, fino ad oggi, la difficoltà più grande sia stata quella di fare pace con i propri errori, di ammettere di averli fatti. Ma se non si è onesti e lucidi nel fare questo passo è difficile crescere e andare avanti migliorandosi. Il pregio del centrosinistra credo sia questo: l’attenzione per chi versa in difficoltà.

Che giudizio dà dell’amministrazione cascinese di centrodestra?
Mi colpiscono alcune cose. Prima di tutto l’estrema autoreferenzialità e la mancanza di contraddittorio con chiunque abbia idee diverse dalle proprie. Poi la volgarità del linguaggio e l’assenza di progettualità. Vorrei ricordare al centrodestra che il nostro mondo, così come i mandati fiduciari verso i cittadini, non possono finire dove finiscono i nostri interessi. Chi confonde l’interesse privato con l’interesse pubblico è un irresponsabile.

Che giudizio si è fatta della sconfitta di Antonelli nel 2016?
Alessio Antonelli ha pagato un prezzo alto, certamente superiore e non direttamente riferibile alle modalità di espletamento del proprio mandato. Il voto del 2016 è stato un voto di protesta da parte dei cittadini e il segno di una profonda disaffezione verso la politica. Non dimentichiamo che Antonelli perse per soli 101 voti. Forse una parte degli elettori, convintamente di sinistra, decise di non andare a votare perché delusa e sfiduciata. Ma è possibile anche che alcuni elettori non siano andati a votare perché ritenevano che il loro voto non sarebbe stato determinante e mai avrebbero immaginato di regalare, in questo modo, il Comune alla Lega. Ma mi faccia aggiungere una cosa…

Dica pure.
Forse neanche la Lega nel 2016 credeva davvero di vincere. E forse avrebbe preferito non vincere, visto e considerato che, come trampolino di lancio sarebbe stato sufficiente andare al ballottaggio, guadagnando così un posto di primaria visibilità nei salotti televisivi senza il peso di dover amministrare un Comune così importante come il nostro.

Cosa dovrebbe fare il centrosinistra se vincesse le elezioni?
Per onestà prima di assumere un impegno credo sia necessario e corretto mettere mano e comprendere la complessità della situazione da gestire. Solo aprendo tutti i cassetti e gli armadi sarà possibile stilare un ordine di priorità. In secondo luogo mi impegnerei a fondo per accedere a tutti i finanziamenti possibili, nazionali, regionali ed europei. Risorse indispensabili per costruire la Cascina che abbiamo in mente e che somiglia a molti piccoli borghi e grandi città, rinati proprio attraverso la riscoperta capacità di predisporre progetti seri. Vorrei inoltre sottolineare la nostra grande attenzione nei confronti delle fasce più deboli e la valorizzazione di tutte le frazioni che, fino ad oggi, sono state tirate in ballo solo nei periodi di campagna elettorale. Reputo essenziale, al fine anzidetto, prevedere un distaccamento dell’ufficio comunale presso l’ansa dell’Arno. Potrei proseguire a lungo con le cose importanti da fare, ma ci vorrebbe molto tempo e spazio…

Il rischio maggiore se vincesse di nuovo il centrodestra?
Non contemplo questa eventualità.

Nella campagna elettorale del 1994 si parlò, tra le altre cose, dei centri commerciali e dei rischi che avrebbero corso i negozi. Che strada vede, oggi, per rilanciare la vita fuori dai grandi magazzini?
Bellezza e decoro, di cui le parlavo prima, si portano dietro lo sviluppo delle piccole economie locali. Vorrei riportare le persone a riscoprire la voglia di investire a Cascina e restituire ai cittadini la libertà di scegliere dove andare a fare acquisti, se nei centri commerciali oppure nei piccoli negozi del centro cittadino o delle frazioni. Decoro e bellezza, un binomio imprescindibile. Ovviamente si dovrebbe lavorare molto cercando di attirare chi abbia voglia e desiderio di fare impresa e investire nel nostro territorio.

Alla presentazione della sua candidatura ha partecipato anche il candidato a sindaco del Pd, Michelangelo Betti. Cos’ha pensato quando l’ha visto?
L’ho invitato, come candidato sindaco del Pd, cosa che ho fatto con i rappresentanti di tutte le forze politiche di centrosinistra, l’area in cui mi riconosco. Sono più che convinta che l’unità ci potrà dare una grossa mano per raggiungere il risultato sperato, riconquistare il Comune.

Le offriamo la possibilità di lanciare un appello a tutti gli elettori di Cascina . Dica pure…
Chiedo loro di votare il nostro movimento perché saremo capaci di fare tesoro di quello che la storia ci ha insegnato, coniugando gli errori del passato con gli entusiasmi e la passione del presente. Il cambiamento di cui Cascina ha bisogno passerà assolutamente attraverso di noi.

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