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Prosegue il dibattito sull’aeroporto di Firenze e su quello di Pisa. Un dibattito che ci interessa e ci appassiona, perché riguarda il futuro della Toscana. Non si tratta (solo) di campanilismi. Stiamo parlando di lavoro e sviluppo economico di tutta la Regione. E stiamo parlando anche del posizionamento strategico del nostro territorio nel sistema aeroportuale, nazionale e internazionale, con tutte le conseguenze del caso. Vi proponiamo l’intervento del Comitato Piccoli Azionisti di Toscana Aeroporti e dell’Associazione Amici di Pisa.

Anche nel momento in cui il Consiglio di Stato respinge i ricorsi di Toscana Aeroporti contro la sentenza del TAR della Toscana sul Decreto di Via dell’aeroporto di Peretola, preferiamo evitare discorsi campanilistici e parlare di fatti concreti. Quando negli anni Settanta il Ministero dei Trasporti prese in considerazione la sostituzione dell’aeroporto di Peretola con un nuovo Aeroporto a San Giorgio a Colonica, la Regione, deputata alla programmazione territoriale, pensò che fosse inutile costruire un nuovo aeroporto sempre più vicino al Galilei( precorrendo di 40 anni le Direttive UE, che vietano la costruzione di nuovi Aeroporti a meno di 100 km dal Bacino di Utenza di altri Aeroporti) e decise di collegare meglio Firenze con Pisa, con la FI PI LI e con un treno diretto Santa Maria Novella-Galilei, soprannominato Canapone. Gli orari erano organizzati in funzione soprattutto delle prosecuzioni per Roma, con i voli ALITALIA e delle connections da Fiumicino. Venne pertanto istituito un apposito terminal a Santa Maria Novella per effettuare, da parte degli addetti, il check in e l’ imbarco dei bagagli etichettati negli spazi loro dedicati, a fondo vagone, da cui venivano prelevati all’arrivo al Galilei.

L’inaugurazione del servizio, poco gradito ai fiorentini, venne da essi boicottato e poiché i ritardi dei treni e le file sulla FI PI LI, causarono la perdita di numerosi voli, il servizio fu sospeso e l’ATI incominciò ad operare con i F27 e poi con gli ATR 42, voli da Firenze a Roma. Dopo il rifacimento della pista, Firenze ha potuto operare con aerei più capienti e svilupparsi sempre più(es:+5,7% nel 2019, solo a Dicembre: movimenti+18,8%, passeggeri+19,6%) a fronte dell’attuale decrescita di Pisa (-1,4%). L’ atavica competizione con Pisa di Firenze, la portò, 17 anni fa, ad opporsi all’assegnazione dei codici IATA a Pisa, per garantirsi in esclusiva i collegamenti con gli HUB internazionali, aeroporti strategici per le prosecuzioni intercontinentali.

A chi pontifica sui campanilismi pisani, contrari allo sviluppo di Peretola, chiediamo: “Dopo il boicottaggio del Canapone, quanti fiorentini hanno partecipato all’inaugurazione del Pisamover, opere entrambe sponsorizzate dalla Regione per favorire l’integrazione dei 2 aeroporti”?

Ai tuttologhi che pensano di risollevare le sorti del Galilei solo con un collegamento Pisa-Firenze, con treni con carrozze tipo Canapone e spazi dedicati ai bagagli, chiediamo: “Chi li controllerà sino all’arrivo? Chi li scaricherà e caricherà sul Pisamover? Chi li trascinerà sulle scale della stazione? Certamente non il personale del Canapone. Ci accusano spesso di non saper volare alto.

Rispondiamo che sappiamo farlo perché conosciamo le regole del volo. Ma se dobbiamo interpretare pindaricamente l’invito aggiungiamo: “Si adeguino pure nel frattempo, rete ferroviaria e treni, ma si chieda l’inserimento di Pisa nella rete Alta Velocità( A V). La UE prevede la sostituzione de i voli corto raggio, con l’A V, fino a tratte di 500 Km. Pisa ed i suoi politici la chiedano e volino alto!”.

Gianni Conzadori,
Comitato Piccoli Azionisti Toscana Aeroporti

Stefano Ghilardi
Associazione Amici di Pisa

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