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Il vizietto ce l’aveva già visto che in passato è stato condannato per reati specifici. Ma evidentemente la lezione non gli è bastata. Un 40enne italiano è stato denunciato per stalking da una delle sue vittime, una donna di Arezzo. A lei e a diverse altre donne l’uomo faceva ripetute telefonate oscene, con proposte erotiche più o meno pesanti. Prendeva di mira soprattutto le cassiere e le commesse, probabilmente dopo averle individuate nelle sue perlustrazioni oppure scegliendole a caso su internet.

La querela presentata da una donna del Casentino (Arezzo) ha fatto scattare le indagini e, alla fine, nei confronti del presunto stalker è scattata la denuncia. e che, al termine delle indagini è stato denunciato per stalking. La donna, che gestisce un pubblico esercizio, ha cominciato a ricevere telefonate sul numero fisso del negozio, tutte a sfondo erotico. L’anonimo disturbatore seriale ha preoccupato non poco la donna, costretta a vivere, come spiegato dai carabinieri del comando provinciale di Arezzo, in “un perdurante stato di tensione e paura, tanto da costringerla a cambiare abitudini di vita, percorsi giornalieri e luoghi abitualmente frequentati”.

Messo sotto controllo il telefono in poco tempo l’autore delle telefonate è stato individuato: è un operaio di 40 anni  residente in Toscana, che in passato è stato condannato più volte per molestie a carattere sessuale, sempre messe in atto al telefono. Dalle indagini è emerso anche che negli ultimi mesi l’uomo avrebbe molestato molte donne residenti in diverse regioni d’Italia (Campania, Puglia, Lombardia, Lazio e Toscana).

Ecco come faceva a individuare le proprie vittime: su un noto sito di e-commerce cercava numeri di telefono e fotografie di aspiranti cassiere, commesse e babysitter. Si presentava proponendosi come datore di lavoro riuscendo, così, a stabilire un contatto telefonico. Ma appena sentiva la voce delle sue vittime alla cornetta iniziava subito con le sue frasi moleste. I carabinieri escludono che vi siano stati contatti diretti tra l’uomo e le sue vittime. Ma le indagini vanno avanti per scoprire se vi possano essere altre vittime. Nel caso della donna che ha fatto partire l’indagine le molestie sono presto diventate una persecuzione e i carabinieri hanno fatto scattare il “codice rosso” che, come da recente legge approvata dal Parlamento, tutela le vittime di questi tipi di reati.

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