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Il “bubbone” è scoppiato nel giugno 2019 quando all’allora vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, arrivò una denuncia di un giovane che raccontava di aver subìto, quando ancora era minorenne, abusi sessuali e psicologici all’interno di una comunità religiosa della zona. Oggi si apprende che la procura di Prato ha indagato nove persone (cinque preti, un frate e altri tre religiosi) nell’ambito di un’inchiesta per presunte violenze sessuali su due fratelli. Come scrive La Nazione gli abusi si sarebbero consumati per anni dietro le mura dell’ex comunità religiosa “I Discepoli dell’Annunciazione“, nelle sedi di Prato e Calomini (Lucca). La comunità un anno e mezzo fa è stata sciolta dal Vaticano per una serie di problemi fra i quali “forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo”. Tra gli indagati c’è anche il fondatore della comunità religiosa, don Giglio Gilioli (73 anni), veronese, a Prato da oltre dieci anni. La comunità doveva aiutare i ragazzi a crescere, tirandoli fuori dalle difficoltà in cui erano costretti a vivere. Dalle indagini degli inquirenti, però, sarebbero emersi episodi di violenza nei confronti dei minorenni ospitati. Due le vittime accertate sino ad ora, ma potrebbero essercene altre stando a quanto hanno raccontato i due fratelli.

Il vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, ha detto di avere “piena fiducia nella magistratura” e offre “continua a offre agli inquirenti la fattiva collaborazione della Diocesi. Le ipotesi di reato sono gravissime e addolorano l’intera comunità diocesana pratese. A dicembre il vescovo si era recato in Procura per riferire fatti a sua conoscenza dopo le denunce presentate alla diocesi nei mesi scorsi. “Non nascondo il mio dolore e la mia viva preoccupazione e vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire – afferma monsignor Nerbini – che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini”.

I fatti incriminati per una delle vittime risalirebbero agli anni dal 2008 all’estate del 2016: gli abusi sarebbero avvenuti nelle sedi della comunità a Prato e a Calomini, in provincia di Lucca. Approfittando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica otto persone avrebbero costretto il ragazzino a compiere e a subire atti sessuali, anche con più persone. Suo fratello, invece, sarebbe stato oggetto di abusi sessuali da parte di due degli indagati, dal 2009 al 2012.

 

Foto d’archivio: discepoliannunciazione.org

 

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