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Paola Viegi

Sono stata a vedere il film Hammamet. Una bella sceneggiatura che ha riportato alla memoria la storia di Bettino Craxi raccontato nell’ultimo periodo di quest’uomo politico, vissuto lontano dalla sua Italia, schiacciato da una vicenda giudiziaria che ha spazzato in un battibaleno la Prima Repubblica e i magnifici anni 80 del nostro Paese.

Erano anni che non vedevo una fila così al botteghino, c’era davvero tanta gente, giovani e meno giovani. Non penso che fossero lì solo per curiosità. Sin dalle prime immagini ciò che mi ha colpito è stato il silenzio in sala, la muta attenzione a ciò che si dipanava sullo schermo, solo qualche sottovoce diceva quel personaggio andato in visita è Cossiga, quella lettera consegnata dal figlio sul letto dell’ospedale è firmata da D’Alema. Un racconto intimistico del periodo di Craxi e della sua famiglia ad Hammamet, una storia di sofferenza. Mi è piaciuto molto l’appellativo con cui veniva chiamato da tutti, “Presidente”, perché lui lo era nell’approccio alla politica ma anche alla vita quotidiana.

Un plauso a Pierfrancesco Favino che è stato Craxi in tutto: la voce identica, le movenze della testa e delle mani, tutti catturati da lui che è riuscito a restituirci il carisma da leader di Craxi ma anche la sua grande umanità e, perché no,… il suo carattere non facile.

Un film su un uomo, un politico lungimirante, uno dei leader del partito socialista tra i più carismatici che ci siano stati dopo Nenni di cui fu il delfino, uno statista preparato e appassionato che, volente o nolente, ha scritto la storia del nostro Paese. E questo traspare dal film ed è bene che riapra i cassetti della memoria proprio ora a vent’anni dalla sua assurda morte, con un Paese che stenta a governare le sfide globali e non riesce più a stare al passo della gente o meglio, a fianco dei cittadini.

Uscendo dal cinema mi è tornata in mente un’altra sala, quella dell’Astra in Corso Italia, durante un comizio del garofano rosso: ce n’erano tanti di garofani nelle mani dei partecipanti che straripavano fin sulla strada… Era la Pisa della Prima Repubblica. Si respirava ottimismo ed energia. Avevo 17 anni, gli anni più belli, e mi son detta che sono stata fortunata ad averli vissuti gli anni 80, quelli della Prima Repubblica.

Paola Viegi

Bettino Craxi, all’epoca presidente del Consiglio, in visita istituzionale a Pisa

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