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Nate come un “flash mob” contro la Lega e Salvini, nel giro di poche settimane le “Sardine” sono diventate un movimento che guarda a sinistra ma, per il momento, non ne vuol sapere di confrontarsi con le elezioni. In Toscana, così come in tutte le altre regioni, le Sardine sono scese in piazza nelle varie città ed anche nel capoluogo, Firenze, per contarsi e iniziare a organizzarsi in modo strutturato. Ma come spesso accade anche le Sardine conoscono le prime spaccature. Quasi fisiologico per chi mastica la politica: andare tutti d’accordo, sempre e comunque, è pura utopia. A Pistoia le Sardine hanno fatto registrare quasi un record: si sono spaccate prima ancora di scendere in piazza. Come si legge nell’edizione fiorentina di Repubblica, infatti, si sono formate due fazioni all’interno del gruppo, che su Facebook conta oltre 2700 persone. Alla fine il coordinamento nazionale del movimento ha deciso, in modo salomonico, di cancellare la convocazione della prima manifestazione in piazza, in programma il 4 gennaio in piazza dello Spirito Santo alle 18.30. Ma, apriti cielo, le sardine pistoiesi non l’hanno presa bene e preannunciano che loro in piazza ci andranno lo stesso. “Andiamo avanti, portiamo in piazza le stesse idee del movimento”, scrive su Fb Daniele Mannai, amministratore della pagina. Nascerà, così, il primo movimento della sardine dissidenti?

Andiamo per gradi, cercando di capire cosa è successo. Nel gruppo sono entrate tante persone e sono comparse anche sigle che non tutti hanno gradito, come ad esempio Cgil, Arci e Anpi. “Non abbiamo detto che le Sardine non devono avere bandiere?”, lamenta Mannai. Qualcuno ha provato a mediare, facendo prevalere lo spirito costruttivo e l’importanza di stare insieme, il più possibile uniti. Ma le liti non si sono fermate e alcuni utenti sono stati bannati, cioè esclusi dal gruppo Fb. È successo, ad esempio, ad Elena Malinici, che a Repubblica racconta: “Si era creato un clima non costruttivo, le Sardine non hanno capi, le decisioni sono collettive. Non c’è uno che comanda. Abbiamo provato a intavolare un confronto, ma poi abbiamo preferito informare il gruppo nazionale delle Sardine perché decidessero cosa fare”. Il fatto di aver coinvolto alcune sigle non è piaciuto a tutti, come dicevamo. E così, di incomprensione in incomprensione, sono scattate le ritorsioni, fino alla cancellazione dal gruppo di alcune persone.

Ma è vero che ci sono state ingerenze dall’esterno? Malinici spiega che è stata lei stessa, con alcune amiche, a contattare alcune associazioni per chiedere consigli su come muoversi per organizzare meglio le cose. L’aiuto, dunque, sarebbe stato richiesto. “Sono le persone che scendono in piazza i veri protagonisti, non gli organizzatori”, hanno chiarito dal coordinamento nazionale, per cercare di stemperare gli animi. E, per tagliare la testa al toro, prendendo atto che a Pistoia si continuava a litigare, si è deciso di tracciare una riga e azzerare tutto: “Abbiamo chiesto agli organizzatori di fare un passo indietro, di rimandare l’evento e creare un gruppo più grande e unito, ma non tutti hanno accettato… Non possiamo impedire a nessuno di scendere in piazza, ma viste le premesse, in comune accordo con 6000 sardine (che ha difatti rimosso l’evento dalla programmazione ufficiale) non possiamo appoggiare la piazza di Pistoia del 4 gennaio. Questo per noi è un grosso dispiacere, ma siamo sicuri che ci sono tante Sardine a Pistoia che non vedono l’ora di riorganizzarsi in un banco unito e solidale”.

Morale della favola? Ora a Pistoia ci sono ben due movimenti di Sardine. Quello iniziale e quello creato dalle ragazze che sono state rimosse. Quali saranno le Sardine vere? Conteranno solo i numeri (chi riuscirà a muovere più persone) oppure ci sarà una qualche forma di resa dei conti/chiarimento? Non ci resta che aspettare per scoprirlo. Parafrasando Vignali, Mozzati e Molinari, anche le Sardine nel loro piccolo s’incazzano… e si dividono. A guardare la storia deve essere una delle caratteristiche cromosomiche della sinistra italiana.

8 Comments

  1. Gianfranco Robert Porelli Reply

    Delle sardine bisogna buttare via la testa.

    • Fatica inutile… queste sono già nate completamente acefale.

  2. Ma è logico ci sono le sardine del mar Jonio e quelle del mar Tirreno, chi pensa che siano tutte sardine e tutte uguali si sbaglia di grosso….

  3. La solita deviazione italica: tre italiani fanno un Partito Politico. Scissioni, frazionamenti, come stiamo vedendo nel PD, e nei 5 Stelle. Applicando questo principio al caso in titolo avremo che tre sardine fanno un movimento, sei sardine due movimenti. e così via. Peraltro, “non” intenzionati a entrare in Politica. Povera Italia. Tutti vogliono comandare o “indirizzare”, tanti parlano, pochi vogliono fare, quasi nessuno pensa. E, pochissimi conoscono le regole della Democrazia Rappresentativa (a parte debite considerazioni sul Sistema Elettorale vigente).

  4. ENRICO PIPOLO Reply

    IL PROSSIMO MOVIMENTO SARA DI PANTEGANE SICURAMENTE PIU INTELLIGENTI E ORGANIZZTE

  5. Qualcuno provvede per cortesia ad abolire l’Anpi? Ormai è questione di pura decenza, dignità e di buon gusto: difatti è una presenza affollata di paraculi che fa vergognare tanti italiani

  6. carlo dinelli Reply

    Annamo bene….appena nate si sono già divise. Perchè queste fanciulle non trovano di meglio da fare, invece di scendere in piazza contro Salvini, senza, per altro, proporre alternative?

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