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C’è un posto, nei dintorni di Palaia (Pisa), assolutamente da visitare. Stiamo parlando del bar-tabacchi-alimentari “dar Giannini”. Al suo interno si respira aria d’altri tempi: si mangia, si beve, si chiacchiera amabilmente, si gioca a carte e si può gustare un ottimo ponce. Dimentichiamo, è un posto dove si può fare anche la spesa e si può telefonare: farlo senza usare il proprio telefonino ormai è una cosa strana, però magari i più giovani potrebbero provare quest’esperienza “vintage”.

Dar Giannini, che si trova nell’antico borgo ormai disabitato di Villa Saletta, frazione di Palaia, è un pezzo di Toscana vera, da gustare e respirare a pieni polmoni, perché è come respirare la storia. Questa bottega esiste dal 1880: è uno degli esercizi commerciali più longevi di tutta la provincia di Pisa. È gestita dalla signora Grazia, figlia degli storici titolari, Aldo Giannini e sua moglie Libera. A questo locale è stato dedicato un bel libro, “Dar Giannini 1880”, in cui parlano i tanti clienti affezionati, tra cui i maestri del cinema, i fratelli Taviani e Paolo Virzì. Dar Giannini rispecchia l’animo di Aldo Giannini, da qualche anno Cavaliere della Repubblica, che da poco ha spento 96 candeline.

Se ho potuto conoscere e apprezzare dar Giannini è grazie a due amici che mi ci hanno portato in un tranquillo pomeriggio dopo Natale. Ci siamo seduti e abbiamo chiesto di fare merenda. La signora Grazia ha voluto che prendessimo un tavolo in più per stare più comodi. Salame, prosciutto toscano, rigatino cotto a porchetta, pecorino, mortadella, carciofi sottolio, pane buonissimo… e ovviamente vino del posto, molto buono. È stata una merenda gustosa, volata via tra una chiacchiera e l’altra. Non sono mancati, alla fine, i dolcetti (degli ottimi ricciarelli) e un vino amabile da accompagnamento. Per chiudere un delizioso Ponce alla pisana preparato da Grazia. Nel locale c’era anche chi chiacchierava e basta, qualcuno giocando a carte. Nessuna fretta, nessuna voglia di strafare. Il tempo, da queste parti, scorre con il ritmo giusto e ogni attimo va gustato fino in fondo.

Quando ce ne siamo andati il mio amico Federico scherzando ha detto alla signora Grazia: “Questo potrebbe essere il primo locale dove non sono i clienti a scrivere la recensione ma è il titolare a recensire gli avventori”. La realtà che si ribalta, in perfetto stile toscano. Potrebbe funzionare. Alla fine ciò che più conta è essere se stessi, non prendersi mai troppo sul serio e godersi a pieno pomeriggi come quello che io e mia moglie abbiamo avuto la fortuna di vivere a Palaia e dintorni.

 

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