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Mentre il centrodestra si gode il buon momento della Lega, che in base all’ultimo sondaggio commissionato dal quotidiano “La Nazione” sarebbe il primo partito in Toscana (34% contro il 29% del Pd), il centrosinistra vive momenti di forte tensione in vista delle prossime regionali. Prima di tutto c’è la questione della candidatura alla carica di presidente: il Pd ha scelto Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale ed una lunghissima carriera politica alle spalle, iniziata sui banchi del consiglio comunale di Firenze dove fu eletto nel 1990 nelle liste del Psi. Il problema, però, è che Giani non piace a tutti i partiti e i movimenti del centrosinistra: si parla di partiti e partitini, un tempo avremmo detto “cespugli”, però in periodi di vacche magre è meglio non fare troppo gli schizzinosi ed evitare di disperdere voti tramite candidature di disturbo (che pescano voti nello stesso bacino elettorale).

Gli scontenti premono per un altro nome, una candidatura in grado di unire tutte le anime della sinistra. Verdi e Sinistra italiana hanno fatto anche due nomi alternativi: Maria Chiara Carrozza e Rosy Bindi, entrambi ex ministri e con un importante cv politico. C’è anche un altro nome che viene lanciato nella mischia, è quello di Serena Spinelli (Mdp), pediatra dell’ospedale Meyer di Firenze. Il Pd non chiude la porta e risponde così: “Bene fare altri nomi, ma allora facciamo le primarie”. Ma c’è tempo? In realtà non molto. Tra pochi giorni, con l’anno nuovo, inizierà il conto alla rovescia e trovarsi ancora invischiati nelle procedure di selezione per scegliere il candidato potrebbe voler dire regalare un bel vantaggio agli avversari. Il rischio, alto, è di partire con un forte handicap.

Intanto lo scontro, a sinistra, si combatte anche in consiglio regionale, quello che tra poco, con le nuove elezioni, verrà rinnovato. Chiamato ad approvare il bilancio, si infiamma lo scontro tra il governatore Enrico Rossi e i consiglieri di Italia Viva. I renziani non apprezzano certe scelte e chiedono di cambiare, con più risorse per casa, sicurezza, sport, commercio e cultura. “Condivisione e rispetto devono essere le fondamenta di una coalizione di governo – dice Stefano Scaramelli, capogruppo in Consiglio regionale -. Italia Viva non è la ruota di scorta del Pd, siamo le gomme da neve che consento al Pd di non sbandare”. Pronta la replica di Enrico Rossi, molto piccata per la pubblicazione di alcuni messaggi circolati su WhatsApp: “Sia Renzi verso il governo Conte sia gli esponenti d’ Italia
Viva verso il governo della Toscana, stanno esprimendo al massimo grado quella che i manuali di storia della Prima Repubblica definiscono bassa politica. Il primo ogni giorno si inventa una ragione per distinguersi dall’esecutivo e per conquistare qualche spazio di visibilità sulla stampa, mentre i suoi rappresentanti in Toscana, che pure siedono in giunta regionale e fanno parte della maggioranza, un giorno prima dell’approvazione del bilancio regionale improvvisamente minacciano di non votarlo. È un comportamento cinico, spregiudicato e altamente irresponsabile”. Poi avverte i consiglieri di Italia Viva: “Se non votano il bilancio la maggioranza è finita”.

Se andasse a finire così (ma non lo crediamo) sarebbe un modo davvero strano, per certi versi incredibile, di affrontare le prossime elezioni, iniziando la campagna elettorale con un funerale, quello della maggioranza che governa la Regione. Ma in politica tutto è possibile. Anche se i litiganti tornino a sorridersi e a volersi bene (almeno in pubblico). Del resto non è già successo, in passato, con Salvini e Di Maio e poi con Di Maio, Zingaretti e Renzi?

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