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La nuova caserma della polizia ferroviaria della stazione di Firenze Rifredi è stata intitolata a Emanuele Petri, il sovrintendente di polizia rimasto ucciso durante uno scontro a fuoco con le nuove Br avvenuto il 2 marzo 2003.

Nella figura di Petri e del suo sacrificio, ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli, “c’è tutta la dimensione del nostro lavoro fatto da persone normali, che l’ultima cosa a cui pensano è diventare eroi, che pensano a tornare ai loro affetti e alle loro cose ordinarie: in questo sta la loro straordinaria eccezionalità, il loro straordinario valore”.

L’operazione di polizia in cui Petri perse la vita si concluse con l’uccisione del brigatista Mario Galesi e l’arresto della sua complice Nadia Desdemona Lioce. Da lì iniziò partì l’indagine che portò poi all’individuazione del gruppo terrorista responsabile degli omicidi dei giuslavoristi Massimo D’Antona e Marco Biagi, uccisi rispettivamente il 20 maggio 1999 a Roma e il 19 marzo 2002 a Bologna.

Emanuele Petri

Nel suo discorso Gabrielli ha ricordato gli anni di piombo: “Una scia di sangue che ha attraversato la storia della Repubblica dal 1969 al 2003″… che “si concluse in un’anonima domenica di provincia: su un treno regionale; operatori della Polizia di stato che si trovavano a svolgere un servizio ordinario, sono stati la pietra sulla quale si è poi costruita la definitiva sconfitta di quella stagione… che non ha caso si definì fatta da un ’cenacolo di disperati, ma che aveva prodotto morte, disperazione e aveva gettato il paese ancora una volta nella paura”.

Gabrielli ha sottolineato che in questo senso c’è “tutta la dimensione del nostro lavoro, che è fatto da persone normali, persone che quando escono di casa l’ultima cosa a cui pensano è quella di diventare eroi e pensano solamente di poter tornare ai loro affetti e alle loro abitudini, alle loro cose ordinarie. Ma in questo sta la loro straordinaria eccezionalità, il loro straordinario valore”.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti, tra gli altri, la vedova di Petri, Alma, il fratello Leopoldo; il prefetto Laura Lega; il questore Armando Nanei; il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo; la presidente della Corte di Appello di Firenze, Margherita Cassano e Franco Fiumara, direttore della protezione aziendale del Gruppo Fs.

Foto: Questura di Firenze

 

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