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Il grande giorno per Sandro Mazzinghi sarà il 16 dicembre. Nella Sala d’armi del parco del Foro Italico, salone d’onore del Coni,il presidente Giovanni Malagò consegnerà all’ex pugile il Collare d’oro al merito sportivo. Si tratta del massimo riconoscimento per un uomo di sport, che gli viene assegnato per la sua grande carriera, coronata da tre titoli mondiali conquistati negli anni Sessanta (categoria pesi medi e superwelter). L’ex pugile di Pontedera dice di essere “commosso, emozionato e nello stesso tempo orgoglioso di aver dato tanto al mio sport e all’Italia”. Non è il primo riconoscimento importante per il campione toscano. Di recente infatti, il suo nome è stato inserito tra i grandi della boxe, nella Hall of Fame.

Nato a Pontedera il 3 ottobre 1938, Mazzinghi iniziò a praticare la noble art seguendo le orme del fratello Guido. Si mise in evidenza fin da giovanissimo, vincendo il titolo italiano juniores nel 1958 e, coi colori azzurri, arrivando terzo agli Europei di Belgrado (1960). Campione italiano nella categoria superwelter, non riuscì a qualificarsi alle Olimpiadi di Roma. Si riscattò diventando professionista nel 1961. Con la forza ed una buona tecnica batte avversari di un certo peso conquistandosi la chance di battersi per il titolo mondiale. Il 7 settembre 1963 viene incoronato campione del mondo al Vigorelli di Milano (categoria pesi Welter pesanti) dopo aver mandato al tappeto l’americano Ralph Dupas alla nona ripresa. È il primo grande successo di una carriera brillante e ricca di soddisfazioni. Solo pochi mesi dopo Mazzinghi concede la rivincita al suo sfidante, e lo batte di nuovo, a Sydney (Australia) per KO tecnico alla 13^ ripresa.

All’apice del successo Mazzinghi rimane coinvolto in un tragico incidente stradale, in cui sua moglie Vera, sposata da neanche due settimane, perde la vita. Il pugile riporta gravi ferite. Ripresosi dallo choc e dall’infortunio torna sul ring e accetta di sfidare Tony Montano, mettendo in palio la sua cintura. Il 30 ottobre 1964 batte per KO tecnico alla 13^ ripresa, davanti al pubblico in delirio per lui al palazzetto dello Sport di Genova. Poche settimane dopo, l’11 dicembre, al palazzetto dello sport di Roma sconfigge ai punti il campione europeo campione europeo dei pesi welter, Fortunato Manca.

Nasce un’accesa rivalità con un altro grande campione italiano della boxe, Nino Benvenuti, campione olimpico (nei welter) ai Giochi di Roma. I due non possono non incrociare i guantoni. La prima sfida avviene il 18 giugno 1965 a uno stracolmo stadio di Milano. Dopo un bel match Benvenuti mette al tappeto Mazzinghi e vince, per KO tecnico, alla sesta ripresa. La cintura del campione passa a Benvenuti. Rivincita a Roma: battaglia durissima sul ring, con Mazzinghi messo a tappeto al secondo round. Ma il toscano si riprende e i due pugili concludono il match, vinto ai punti da Benvenuti. Ovviamente non mancano le polemiche. Mazzinghi rivince il titolo europeo nel giugno 1966, e lo difende per ben quattro volte. Risalito prepotentemente sulla breccia Mazzinghi ha l’opportunità di contendere il titolo mondiale al campione in carica, un coreano, Ki-Soo Kim. L’incontro si svolge a San Siro, a Milano, il 26 maggio 1968. È una battaglia molto spettacolare, come ricordano le cronache dell’epoca. Il pugile toscano parte alla grande e alla terza ripresa mette il campione alle corde, con l’arbitro che fa partire il conto. Il coreano recupera forze e volontà e il match riprende, andando avanti, senza esclusione di colpi, fino alla fine (quindici riprese). Un incontro molto duro alla fine del quale Mazzinghi vince ai punti. L’atleta di Pontedera torna sul tetto del mondo nella categoria medi junior.

Mazzinghi perde il titolo battuto da Freddie Little (che era stato battuto dal coreano Ki-Soo Kim) il 25 ottobre 1968. Il match si svolge a Roma e il toscano viene ferito quasi subito alle arcate sopraciliari. Non può continuare a battersi e l’arbitro ferma tutto ma non assegna la vittoria allo sfidante. Polemiche infinite, con Mazzinghi che viene privato del titolo, a tavolino, per placare gli animi. Il toscano ci riprova con un cubano, il 28 marzo 1969, ma anche qui il match finisce con un “no contest” (nessun verdetto), tra polemiche e delusioni. Mazzinghi si sposa con Marisa, ha due figli e lascia la boxe. Indosserà di nuovo i guantoni nel 1976, ritirandosi definitivamente dopo tre anni, a 41 anni.

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