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Le locandine del Vernacoliere sono ben note per l’irriverenza. L’ultima ha suscito la reazione si Matteo Salvini. Ma non perché preso di mira, come spesso avviene. Il leader della Lega non ha gradito che sia stata tirata in ballo la Madonna. Ma vediamo subito cosa dice il testo incriminato:

Artro che ‘r core ‘mmacolato di Maria! La Madonna scrive al Vernacoliere. Per favore mandate Sarvini affanculo per me! Io le parolacce ‘un le posso dì!”

Salvini ha postato su Twitter una foto della locandina aggiungendo il suo commento. Non arrabbiato e nemmeno offeso. Ma critico:

Per carità, satira e ironia sono il sale della vita, ma perché tirare in ballo la Madonna???“.

A onor del vero non è la prima volta che il periodico satirico livornese tira in ballo gli “alti gradi” della Chiesa, nessuno escluso. Può non piacere e tanti storcono la bocca. Ma da decenni è così. E se non fosse così irriverente e sboccato non sarebbe il Vernacoliere.

Nel 1984 il direttore del Vernacoliere, Mario Cardinali, fu denunciato per offesa al pudore. Sempre per una locandina. Facendo riferimento alla Socof (Sovrimposta comunale sui fabbricati, quella che anni dopo sarebbe diventata l’Ici), il giornale satirico annunciava la prossima istituzione di una Sovrimposta governativa sulla Topa (Sogot). Sottoposto a processo, Cardinali venne assolto con la seguente motivazione: “Il fatto non costituisce reato”. Il mese seguente il Vernacoliere, a modo suo, concesse il bis: “La topa non è reato”.

Chissà, forse anche stavolta il Vernacoliere coglierà la palla al balzo per dedicare un’altra locandina a Salvini (e alla Madonna). Oppure ne inventerà un’altra delle sue. Non ci resta che aspettare per scoprirlo…

 

1 Comment

  1. FabioTheNewOrder Reply

    Certo che se per primo Salvini evitasse di tirare in ballo la Madonna forse ci sarebbero meno possibilità che qualcuno la usi contro di lui per scopi satirici…

    Tra parentesi, la buona vecchia divisione dei poteri tra Stato e Chiesa la abbiamo dimenticata tra un tweet sui migranti e uno sul MES? Come mi piace ricordare e vivere nel quotidiano l’Italia è uno stato laico e i politici seri non dovrebbero chiedere l’aiuto delle alte sfere celesti per poter fare il lavoro per cui occupano le poltrone a loro assegnate.
    A meno che non abbiano bisogno di un miracolo e vista l’incapacità di raggiungere obbiettivi concreti forse capisco il recente ritorno di Salvini alla questua divina…

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