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Paolo Lazzari

Il comitato “Save Sammezzano” è semplicemente sgomento. Il motivo? La Sammezzano Castle srl, società proprietaria del gioiello di Reggello (Firenze), è uscita dal fallimento che l’aveva fatta tremare e adesso, ufficiosamente, l’edificio non sarebbe più in vendita. Abbastanza per generare lo sbigottimento degli attivisti che ora temono per il futuro del maestoso complesso architettonico. “Non hanno fatto niente per 25 anni – l’accusa che proviene da Francesco Esposito, portavoce del movimento – e quindi temiamo che il castello continuerà a cadere a pezzi. Speriamo che vengano fatti nuovi investimenti, ma lo riteniamo comunque molto improbabile: se in un periodo così lungo di tempo nulla è stato fatto, non vediamo perché qualcosa dovrebbe cambiare ora”.

Il maniero, fortemente voluto dal marchese Panciatichi Xiemens a metà del XIX secolo, ha incantato nel corso degli anni decine di migliaia di visitatori grazie al suo tratto unico: gli arabeschi che affollano pareti e soffitti, trasportando in un’atmosfera medio-orientale inimitabile nel panorama toscano. Il comitato ha portato avanti la più grande campagna di sensibilizzazione in Italia per salvare un monumento privato: “Abbiamo anche lanciato una raccolta firme – continua Esposito – e fatto approvare una mozione dal Consiglio regionale. Il nostro obiettivo? Vogliamo che il castello torni ad essere un luogo prima di tutto sicuro dal punto di vista infrastrutturale. Poi servono i restauri conservativi e, infine, la riapertura al pubblico: un luogo così affascinante deve tornare fruibile al più presto, ma a patto che sia tutto al posto giusto”.
Il castello nel 2018 è anche stato inserito dal Fai (Fondo ambiente italiano) nella lista dei luoghi da tutelare. Un altro capitolo, questo, che aveva aperto un filone polemico a causa di vicende altrettanto paradossali: eletto “luogo del cuore”, non poteva beneficiare del fondo ottenuto (50 mila euro per opere di riqualificazione, ndr) a causa delle pastoie burocratiche – giudiziarie seguite al mancato acquisto dell’edificio da parte di un facoltoso gruppo arabo. La vicenda è ormai tristemente nota: nel maggio del 2017 gli arabi della Helitrope Limited – società con sede a Dubai – si aggiudicarono il castello versando un primo assegno da 1,5 milioni di euro, ma l’altra società interessata – la Kairos srl, creditore procedente della precedente proprietà – fece ricorso per irregolarità dell’acquisto al tribunale ordinario di Firenze ed il giudice annullò l’assegnazione.
Adesso si apre ufficialmente una nuova fase: l’intero lotto – costituito dal maniero e da altri tredici edifici che ruotano intorno al complesso – non sarebbe più in vendita. Il ritorno in bonis, della Sammezzano Castle srl avrebbe indotto i giudici del Tribunale fallimentare di Arezzo, dove la procedura era stata instaurata nel dicembre 2017, a chiudere la vicenda poiché la società avrebbe saldato tutti i suoi debiti. Non ci saranno, dunque, ulteriori aste fallimentari: “La speranza – concludono dal comitato – è che, avendo la società trovato i soldi per pagare i propri debiti, disponga oggi anche delle risorse necessarie per fare i lavori necessari. Sarebbe terribile se continuasse a mancare un progetto volto a tutelare il bene”.
Nei mesi scorsi, per salvare il gioiello seicentesco, si era attivata anche “Europa Nostra“, riuscendo a farlo rientrare nel 7 most endangered program, un progetto che mira a tutelare i luoghi più belli e più a rischio del Vecchio Continente. Sammezzano oggi continua ad essere un denutrito leone in gabbia: recintato ed inaccessibile, necessita di opere urgenti per ovviare alle infiltrazioni d’acqua che stanno scrostando i dipinti e, secondo la denuncia dei gruppi attivisti, sarebbe ormai abitato anche da topi e piccioni.
La struttura, circondata da un meraviglioso parco, è stata nel corso degli anni protagonista di fiction, film e luogo deputato ad accogliere decine di autorità, quando ancora era un hotel. A due passi dal castello, inoltre, campeggia un outlet di lusso: il “The Mall“: ogni anno circa 4 milioni di turisti si recano lì per fare acquisti, chiedendo di poter visitare il castello, sentendosi rispondere che non è possibile. Oggi più che mai, occorre fare in fretta, ma quello che è certo è che l’iniziativa privata dovrà essere supportata da una mobilitazione da parte delle istituzioni pubbliche perché Sammezzano, sulla carta proprietà di privati, appartiene al cuore di una comunità che raduna milioni di affezionati nel mondo.
Paolo Lazzari
La sala dei Pavoni
La sala dei Gigli

Foto: Wikipedia

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