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Paolo Lazzari

Chi pensava che l’incandescente querelle mossa dagli ex felpati di Lucca Comics & Games si esaurisse con l’epilogo dell’edizione 2019 è evidentemente incappato in un abbaglio. Ad una decina di giorni dal culmine dell’evento, ecco il secondo round: sul metaforico ring sale, ancora una volta, il Comitato “Lucca Crepa” che torna ad attaccare pesantemente Lucca Crea, la holding che gestisce la più grande fiera del fumetto e dei giochi in Europa, seconda nel mondo soltanto al Comicon di Tokyo.

L’antefatto è ormai noto ai più: già una manciata di giorni prima dell’inizio della manifestazione era scattata una denuncia in ordine alle paghe orarie dei felpati (leggi l’articolo), il personale adibito agli ingressi ed al controllo degli stand, retribuito in media con 3,40 euro l’ora. Uno scandalo che aveva smosso anche l’attenzione del Consiglio comunale, costringendo i vertici di Palazzo Orsetti e della sua partecipata principale a frettolose rassicurazioni circa il futuro dei lavoratori. Con un distinguo netto, però: il vincolo dei contratti nazionali rende la società non responsabile circa la remunerazione stabilita per i dipendenti.

Da qui, il nuovo attacco. Parole al vetriolo, quelle dei componenti del Comitato, che accusano Lucca Crea di essersi rifugiata, appunto, sotto il cappello di un contratto nazionale che, per chi protesta, legittima più di un dubbio: “Come un disco rotto – si legge in un comunicato – ci ripetono che pagare di più i felpati sarebbe impossibile. Già, ma sulla base di quale contratto nazionale? Il contratto di una felpata del 2018 recita imprese di vigilanza armata – servizi fiduciari, ma qui la situazione si fa sospetta, perché finora a nessuno dei lavoratori di Lucca Crea è mai stata consegnata un’arma”.

Non solo però. Secondo “Lucca Crepa”, ad oggi non esisterebbe un vero e proprio contratto nazionale applicabile ai felpati: “Quello che più si avvicina alla nostra categoria – prosegue la nota – sembrerebbe imprese di vigilanza privata – servizi fiduciari. Qual è quindi il vero contratto di riferimento? Pretendiamo che Lucca Crea faccia chiarezza”. Il clima continua dunque ad essere rovente. Una matassa complessa da sbrogliare, rispetto alla quale un primo passo significativo potrebbe essere compiuto il 3 dicembre prossimo: quel giorno, infatti, la Commissione Partecipate discuterà del tema alla presenza dei vertici di Lucca Crea e dei consiglieri comunali.

Paolo Lazzari

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