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In poche ore a Firenze quattro poliziotti hanno subito un’aggressione nella zona della stazione. Pugni, calci e persino una testata in due diversi episodi nati da normali controlli da parte delle forze dell’ordine. C’è chi parla di emergenza sicurezza, chi minimizza e chi, infine, chiede che gli agenti vengano dotati dei taser, le armi in grado di bloccare i malintenzionati con una potente scossa elettrica.

Federico Bussolin, capogruppo della Lega al consiglio comunale di Firenze, lancia un appello accorato alla politica cittadina: “Negli ultimi consigli si è parlato della Turchia, si è parlato dell’Amazzonia, è stato ricordato il trentennale dalla caduta del Muro di Berlino ma non abbiamo affrontato seriamente i problemi concreti che interessano i cittadini di Firenze, primo fra tutti la sicurezza”. La Lega fa sapere che organizzerà un presidio il 7 dicembre, sotto Palazzo Vecchio: “Parleremo con la cittadinanza sul tema della sicurezza e con tutti coloro che vorranno darci una mano su questi argomenti. Ricorderemo a Nardella quelli che sono i suoi doveri. Noi rilanciamo quattro temi: l’uso del taser da parte degli agenti di Polizia Municipale, vogliamo che le zone rosse siano allargate alla periferia: 25 aree per contrastare lo spaccio di droga, la chiusura del Parco delle Cascine sul modello Central Park, il miglioramento delle condizioni in cui lavorano gli agenti di Polizia Municipale. La sicurezza è un problema reale per Firenze. Siamo pronti anche ad una raccolta di firme e, se necessario, a presentare un quesito referendario”.

Il centrosinistra replica negando che vi sia una situazione di reale emergenza. Alla Lega diciamo fermamente che non ci stiamo a speculare su questo tipo di episodi – dichiara Nicola Armentano, capogruppo del Pd -.  L’amministrazione è consapevole che ci sono zone della città più delicate, da monitorare con attenzione, come quella di Santa Maria Novella. Non ci manca il coraggio per affrontare queste situazioni, in sinergia con le forze dell’ordine, la disponibilità al confronto con i cittadini e la visione giusta per risolvere questo tipo di problematiche”. Poi arriva la bacchettata all’opposizione: “Non ci stiamo a cavalcare la preoccupazione delle persone, creando allarmismo pericoloso, per poi lanciare proposte che non hanno fondamento e logica, come armare i vigili di fucili, senza conoscere quali sono le armi consentite per il corpo di polizia municipale. Continueremo, questo sì, come abbiamo fatto in precedenza, a chiedere più agenti per la sicurezza della città. Ci interessano risultati concreti e non proposte choc che finiscono solo per alimentare le paure delle persone”.

La diatriba non si limita alla politica, investe anche il mondo delle forze dell’ordine. Valter Mazzetti, segretario generale dell’Fsp Polizia di Stato, ricorda che i quattro poliziotti feriti a Firenze “vanno ad aggiungersi agli oltre 4.000 feriti della sola Polizia di Stato dall’inizio dell’anno. Feriti durante un servizio di controllo. Servizi routinari, che possono apparire persino banali, ma che oggi come oggi possono trasformarsi in una trappola. Ormai tutto lo è per chi appartiene alle Forze dell’ordine e, in qualsiasi circostanza, si trova ad affrontare reazioni di violenza inusitata, cieca, assurda, praticata senza remore, con sconcertante arroganza e per i motivi più impensati e più futili, nell’assoluta convinzione che altrettanto insignificanti saranno le conseguenze”.

“i poliziotti – prosegue il leader sindacale – quotidianamente sfiorano danni impensabili e corrono rischi completamente sottovalutati da chi ha il dovere di prevenirli e limitarli. È così, altrimenti non avremmo una tale inquietante lista di ferimenti, e persino di morti, che avrebbero potuto essere evitati. La verità è che la sicurezza degli operatori in divisa, e di conseguenza dei cittadini, non viene davvero al primo posto per una politica ipocrita. Non si sente altro che pontificare di massimi sistemi, ma noi facciamo i conti che tagli scellerati che hanno messo il comparto in ginocchio togliendo uomini e negando mezzi, veniamo travolti da fiumi di solidarietà agli immancabili funerali di Stato, eppure combattiamo contro mancati investimenti e lacune gravissime che non vengono colmate”.

“Sentiamo inutili elogi e compiacimento per la nostra azione – conclude Mazzetti –  ma ancora aspettiamo persino un banalissimo taser e non abbiamo protocolli operativi adatti alle reali esigenze di sicurezza. Quanto ancora dovranno subire tutto questo i poliziotti italiani, la cui dignità e la cui incolumità meriterebbe ben altra serietà e concretezza?”.

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