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Non esistono più i fortini inespugnabili. Dopo Bologna, Sesto San Giovanni e, più di recente, l’Umbria, con un elettorato ormai “fluido”, cioè non più legato alle ideologie, ogni elezione è aperta. Se il centrodestra punta deciso sull’Emilia Romagna, sognando di portare a casa quell’amministrazione che Bersani ha definito più importante di un Governo, in realtà il pensiero è già rivolto alla Toscana.

Inebriato dai sondaggi Matteo Salvini parte all’assalto della regione rossa per antonomasia, e per farlo parte da Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze. Un luogo non scelto a caso. È da lì, infatti, che è partita l’ascesa di Renzi. Ed è che lì domina Dario Nardella, riconfermato sindaco pochi mesi fa con una percentuale bulgara. Il leader della Lega ha capito che la battaglia va combattuta dove è più difficile, dove ci sono voti da strappare, non tanto (e non solo) dove si è già forti.

Non si sa ancora chi guiderà la coalizione. Il nome del candidato che darà l’assalto alla Regione si dovrebbe sapere a breve, entro la fine dell’anno. Il più gettonato per ora è quello di Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega nonché ex sindaco di Cascina (Pisa). È il primo sindaco leghista eletto in Toscana ed è da lì che la Lega ha capito che tutto era possibile. Che il tabù non esisteva più.

Anche se il diretto interessato più di una volta ha respinto l’offerta al mittente, si continua a parlare con insistenza anche di Paolo Del Debbio, giornalista tv Mediaset molto apprezzato dalla Lega. Infine si fa il nome anche del sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Meno conosciuto rispetto ai primi due ma con un cv di tutto rispetto.

Non si conosce, al momento, neanche il nome del candidato del centrosinistra. Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, vorrebbe correre e si sta allenando da più di un anno. Vedremo se riuscirà a spuntarla mettendo a tacere i malumori interni al Pd (in primis della segretaria regionale dem Simona Bonafè). Dalla sua parte c’è Nardella e molto probabilmente anche Renzi.

Ma perché il sindaco di Firenze è finito nel mirino di Salvini, che per lanciare la sfida alla Toscana parte proprio da Palazzo Vecchio? Contano i simboli. Designato da Renzi, che lo indicò come suo successore quando lasciò la fascia di sindaco per spostarsi a Roma, Nardella è rimasto amico dell’ex premier. Attaccare lui vuol dire prendere di mira il cosiddetto “Giglio magico”, con tutto ciò che ha fatto e non fatto. Il centrodestra, inoltre, deve sicuramente alzare l’asticella a Firenze, se vuole avere qualche chance di successo in Toscana. Troppo poco il 24,79% preso da Ubaldo Bocci alle ultime elezioni (Lega 14,44%, Forza Italia 4,25%, FdI 4,24%). Prendere più voti non è impossibile, però bisogna andare all’attacco, specie se si è all’opposizione.

 

 

 

 

 

3 Comments

  1. “È il primo sindaco leghista eletto in Toscana” riferito a Susanna Ceccardi è un errore ! Infatti il primo sindaco della Lega eletto in Toscana è il sig. Stefano Giulio Balleri che venne eletto sindaco il 23/4/1995 nel comune di Bagni di Lucca.

  2. Orlando Sacchelli Reply

    Ha ragione. Il primato si riferisce ai Comuni più grandi, quelli con più di 15mila abitanti per cui la legge elettorale prevede il ballottaggio nel caso in cui nessuno al primo turno ottenga il 50% più uno dei voti.

  3. Giuliana Baudone Reply

    Per vincere la Regione Toscana ci vogliono personaggi capaci , desiderosi di conoscere bene il territorio e organizzare visite sistematiche e punti di incontro con la cittadinanza. Per ora questa politica attiva sul territorio non esiste e non è mai esistita. Spesso assistiamo a consiglieri regionali che non sono in grado di fare opposizione o di essere visivi sui giornali. Ultimamente l’unico che ( con cognizione di causa) interviene e mette in ridicolo il PD è il capogruppo in Comune di Viareggio Baldini. Sono stata un consigliere Regionale con Presidente Martini e successivamente Rossi, primo mandato, so di cosa si parla.

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